Pill 197

una sola volta Ivan chiede cosa sto facendo, e io dico: Oh, niente, ho un'aria così imbarazzata che deve ridere. Le lettere non lo interessano, ma un foglio insignificante, su cui sta scritto Tre assassini, e Ivan lo posa di nuovo. Ivan di solito lo evita, ma oggi dice: cosa sono questi fogli? perché ho lasciato un paio di fogli sulla poltrona. Ne prende un altro in mano e legge divertito: Cause di morte. E su un altro foglio legge: La tenebra egiziana. Questa non è la tua scrittura, l'hai scritto tu? Dato che non rispondo, Ivan dice: Non mi piace, ho già pensato qualcosa di simile, e tutti questi libri che stanno qua in giro nel tuo sepolcro nessuno li vuole, perché ci sono soltanto libri così, ce ne saranno pure altri, debbono esserci, come Exsultate Jubilate, perché non si stia più nella pelle dalla gioia, ti succede spesso di non stare nella pelle dalla gioia, perché non lo fai anche scrivendo. Portare queste miserie al mercato, aumentare quelle che già ci sono, è uno sconcio, tutti questi libri sono ributtanti. Ma che razza di ossessione, questa tenebra, è sempre tutto così triste e quelli lo rendono ancora più triste in quei libroni. Guarda qua: Memorie da una casa di morti, non so se mi spiego.
Sì, ma, dico intimidita.

(Ingeborg Bachmann - Malina, pagg. 49-50, Adelphi 1a edizione)

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