Pill 191

Il posdomani diventa domani e il domani diventa oggi. I giorni rotolano via come perle di una collana strappata. Gettatevi a terra e cercate... non le trovate più. L'oggi diventa ieri, ieri diventa ieri l'altro, non lasciateli fare! Arrestate l'oggi! Fate in modo di rimanere! Il tempo è nelle vostre orecchie come rombo di ali, come la caccia selvaggia davanti alle vostre finestre. Ora e nel momento della nostra morte. Non è forse compreso l'adesso nell'ora della nostra morte, come l'ora della nostra morte è compresa in questo adesso? Assassini sono, i giorni, briganti! Una banda di contrabbandieri attraverso i nostri confini. Non lasciateli fare, arrestateli! Arrestate l'oggi!
Ma come lo volete fare? Non avete collocato sentinelle a tutte le frontiere del vostro spazio, armate fino ai denti? Collocate dunque sentinelle anche alle frontiere del vostro tempo, armate di armi i proavi, armate i morti! E fatevi testimoniare che oggi è oggi. Sentinelle a tutte le vostre frontiere, e così nulla vi potrà accadere.
Che dite? Non serve?
Abbassate la voce. Da qualche parte c'è la polizia segreta.
Che dite? Le vostre sentinelle non stanno ferme? Hanno disertato, sono passate in un altro paese, un paese nel quale disertano anche i giorni? I vostri avi hanno disertato e le vostre frontiere sono aperte? Nessuno può più dimostrare che oggi è oggi? Non permettetelo. Tornate indietro. Cento anni, duecento anni, trecento anni. E poi?
Il certificato anagrafico non conta più nulla. Non è forse rotondo il tempo, non è rotondo come il vostro spazio? Come volete rimanere? Tutte le vostre frontiere sono aperte e dimostrano che volete fuggire. Fuggiaschi siete che migrano e si nascondono, migrano e si nascondono, avanti, sempre più avanti. Come la corsa d'una carrozza è il tempo ai vostri sensi, una carrozza nera. "Montate!"

(Ilse Aichinger - La speranza più grande, pagg. 70-71. Garzanti editore)

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