Pill 188

E nulla temo più del giorno in cui dimenticherò che un tempo tutto era diverso. Cerco di richiamare la sensazione che provavo appena andata a letto, quella quiete vibrante, il lento sprofondare nel sonno, ancora senza paura e sena rimorso, e all'alba il risveglio, sola, beata, in armonia con me stessa. Quando dimenticherò la tenerezza che mi inondava il cuore ogni volta che tenevo in braccio Wolfgang.
Sento dei passi sul vialetto di ghiaino, i passi di Richard e quelli piccoli, frettolosi, di Annette. Senza andare alla finestra lo vedo camminare lentamente per non stancarla, la sua mano stringe quella rotonda, infantile di lei, lui risponde con pazienza alle sue domande.
Per un attimo mi trasformo in quella bambina, in un mondo di dolce, sereno calore, per mano a un padre onnipotente e benevolo.
E mentre la carne di Stella si stacca dalle ossa e imbeve le assi della bara, il volto del suo assassino si riflette nel cielo azzurro di innocenti occhi infantili.

(Marlen Haushofer - Abbiamo ucciso Stella e altri racconti, pag. 54. Edizioni e/o)

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