Naglfar - Vittra (1995)

Per cogliere la bellezza e la suggestione, ma anche il peso e l'influenza di Vittra è sufficiente lasciar scorrere Emerging from her weepings. La forza delle chitarre che suonano partiture diverse, si intrecciano, rallentano, ripartono fino all'esplosione finale di riff di una qualità indescrivibile. E' uno dei finali più entusiasmanti che io conosca. For sunset I yearn, dusk you mysterious... 

Quando è uscito nel 1995, nulla suonava come lui. E' ovvio accostargli il seminale The somberlain ma Vittra è completamente sprovvisto della componente death e spinge il black metal verso una nuova dimensione melodica. Abbonda di tastiera senza risultare sinfonico e anzi la chiave atmosferica del disco è la favolosa combinazione dei riff dei due chitarristi Andreas Nilsson e Morgan Hansson. Torrenziale Matte Holmgren alla batteria (non era neppure in pianta stabile nel gruppo), un lavoro fenomenale considerando anche che all'epoca delle registrazioni aveva 17 anni! Il basso di Kristoffer Olivius si sente eccome, veloce, martellante, e Jens Ryden chiude la cornice con il suo timbro aspro, anche se un po' monocorde. 

L'intro di As the Twilight Gave Birth to the Night ricorda molto quello di The swarm degli At the gates dell'anno precedente, poi attaccano i suoni limpidi e poderosi delle chitarre (il disco è stato registrato negli Abyss che come è noto pompa i suoni al massimo). 
E' in particolare con i gioielli Enslave the Astral Fortress e The Eclipse of Infernal Storms che il disco trova consistenti picchi emotivi. 
Splendida la title-track, specie quando cambia l'arpeggio e la batteria si ferma prima dell'attacco delle chitarre elettriche che si scatenano per poco più di trenta secondi prima che tutto torni a non far rumore.

La feroce e articolata Exalted above thrones chiude uno dei primi e più brillanti esempi di black metal così spiccatamente melodico, qualitativamente molto alto e purtroppo sebbene un esordio resta la massima espressione artistica della band. Certi riff sono rintracciabili in tanti dischi di genere death e black metal usciti in Svezia negli anni successivi, tra i più celebri cito giusto i primi Amon Amarth.


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