Pill 176

La madre di Woritzki: Degli uomini hanno portato via mio figlio al mattino presto. Degli uomini gli stavano attorno e sua madre non era con lui. Io ero a casa e contavo i secondi, seduta su una sedia a gridare. Ed essi gli hanno legato le mani dietro la schiena e gli hanno strappato i bottoni della giacca ed egli era solo. Aveva braccia e gambe come tutti gli altri figli ed era sano e robusto, ed essi l'hanno cacciato sotto una scure, e la testa che stava sul suo corpo, la testa, con la bocca che gridava "mamma", la testa, con tutti i pensieri che vi dimoravano, la testa gli hanno tagliato. Oh.

Gladys: Gli uomini che ho accolto nel mio letto - l'uno senza voglia, l'altro con grande passione - oggi non sono che ombre. Di notte io ero la loro nuda amante ed essi mi sono sfuggiti come ombre e si sono coperti di oblio. Oblio, terribile oblio!...

La madre di Rychner: Sono sola, mio figlio venne ucciso. E' stato il tuo che l'ha colpito?

La madre di Woritzki: Io sono venuta da te e a te ho chiesto, ma lui non c'era più ed io sono sola.

La madre di Rychner: Tuo figlio era il mio e mio figlio era il tuo! Nella morte dei figli fummo una cosa sola. Oh, non siamo più due. Oh, non siamo più molte, siamo una cosa sola.

La madre di Filsmann: Nel vostro pianto vi siete ritrovate col vostro amore di triste fratellanza, afferrate dal dolore, dal dolore siete liberate, oh, dolore immenso, che crea mondi su mondi: eterno, eterno duri il vostro funebre lamento, dal vostro dolore verrà alla luce il mondo. Sulle tombe mormora la foresta, sulle tombe mormora l'amore, amore, nato da luttuosa follia, sulle tombe mormorano le stelle e guardate in orizzonti illimitati il divino sentiero dell'amore.

La madre di Rychner: Spente nel dolore...

La madre di Filsmann: guidate dal dolore...

La madre di Woritzki: illuminate dal dolore...

La madre di Filsmann: elette del futuro... noi voci del futuro, portatrici di stelle, noi invochiamo gli orizzonti illimitati, invochiamo l'unità che ci fu a cuore... oh guardate il divino sentiero dell'amore...

(Hermann Broch - L'espiazione, pagg. 61-63. Lerici editore)

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