Pill 163

DUE VEDUTE DI SALA ANATOMICA

1
Il giorno che lei visitò la sala incisoria
C'erano in quattro stesi là, neri come arrosto bruciato,
Già mezzi decomposti. Un sentore acetoso
Di fermenti di morte li avvolgeva;
Si misero al lavoro i giovani in camice bianco.
A lui toccò un cadavere dalla testa fracassata
E lei non ci capiva quasi niente
In quei frantumi di cranio e pezzi di vecchio cuoio.
Uno spago giallastro li teneva ancora insieme.

Nei loro vasi i feti dal naso a chiocciola lunari lustreggiano.
A lei lui dà il cuore divelto guasto cimelio.

2
Nel bruegeliano panorama di fumo e macello
Solo in due sono ciechi a quell'orda di putredine:
Alla deriva nel mare della serica azzurra
Gonna di lei, egli canta in direzione
Della sua nuda spalla e su di lui si china
Lei solfeggiando un foglietto di musica,
Entrambi sordi al violino della testa-di-morto
Che adombra la loro canzone.
Questi amanti fiamminghi in fiore; non per molto.

E tuttavia la desolazione del quadro risparmia la piccola contrada
Assurda, delicata, nell'angolo in basso a destra.



(Sylvia Plath - Lady Lazarus e altre poesie, pagg. 129-131. Mondadori editore)

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