Pill 146

Non starò zitta su nessuno dei loro crimini

Come va la mia salute? Cara mamma, l'andamento delle condizioni di salute di uno è un processo calcolato. Qui, nella RFT, ai prigionieri politici non si strappano più le unghie delle dita; si è troppo delicati per far questo e inoltre non sarebbe ammissibile farsi accusare dalla opinione pubblica del mondo di tutta la bestialità del nazifascismo, dopo che si sono spesi miliardi e miliardi per la propria immagine politica. L'isolamento opera certo più lentamente, ma anche più sicuramente della tortura fisica. Opera nel cervello. No, io non sono ancora impazzita, anche se mi avevano preannunciato la crisi già per la settimana scorsa. A quanto pare, hanno fatto dei veri e propri calcoli. Ma adesso ho continuamente delle crisi di mancanza di respiro. All'inizio solo un paio di volte alla settimana, adesso due volte al giorno. E poi mi va via il sangue dal viso e mi vengono giramenti di testa. Questo mi succede soprattutto la sera, a volte già durante il giorno. Di sera qui non c'è nessuno, puoi suonare il campanello fin che crepi. Il medico non ci può fare niente, ti dà dei tranquillanti ma non servono a niente. Dice che si può solo sperare che la detenzione non duri troppo a lungo, altrimenti la mia salute sarebbe fottuta, e in modo permanente. Tu ti puoi chiedere perché nel mio caso questo processo è così veloce. Ora, io avevo una prospettiva completamente diversa rispetto agli altri che stanno in carcere. Proprio per questo non mi posso rassegnare così tranquillamente. Io non voglio che anche voi vi rassegniate e diciate: "D'altra parte, non ci si può far niente!". Ne abbiamo parlato spesso, certo; quando una cosa viene accettata da tutti, allora vuol dire che non c'è niente da fare. Quando ero piccola, ti ho fatto impazzire con le mie domande: come andava sotto il fascismo, come era possibile una cosa del genere. La risposta era sempre che c'erano troppo poche possibilità di informarsi; ce ne sono ancora. E ciò che sappiamo e abbiamo sperimentato non possiamo tenercelo soltanto per noi, dobbiamo dirlo agli altri, altrimenti quello che sappiamo non serve a nessuno. Bene, con tutto ciò uno può finire in galera, come me. Ma una cosa devi sapere: che, appena esco di qui, riprenderò il mio posto, non starò zitta su nessuno dei loro crimini.

(Brigitte Heinrich - Diario dal carcere 1975: Operazione 'Winterreise' e persecuzione degli intellettuali nella Germania federale oggi. La pietra editore)

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