Pill 148

Ma gli insegnanti, per quel che riguarda l'arte, non si limitano a svolgere una funzione di ostacolo e di distruzione, in fondo gli insegnanti hanno sempre ostacolato la vita e l'esistenza dei giovani esseri umani, invece di insegnare cos'è la vita, invece di aiutarli a decifrarla, invece di far sì che la vita diventi per i giovani una fonte di ricchezza inesauribile che scaturisce dalla loro stessa natura, gliela spengono la vita, fanno di tutto per spegnergliela. I nostri insegnanti sono per la maggior parte creature incapaci, la cui missione sembra essere quella di sbarrare ai giovani la strada della vita trasformando quest'ultima una volta per tutte in un tremendo avvilimento. Del resto, a infoltire la corporazione degli insegnanti sono solo i sentimentali e i perversi di poco cervello, tutta gente che proviene dagli strati più bassi del ceto medio. Gli insegnanti sono i galoppini dello Stato, e se, come nel caso dello Stato austriaco oggi, lo Stato è corrotto dalla testa ai piedi, spiritualmente e moralmente, e non insegna nulla se non deprivazione e imbarbarimento e caos pericoloso per l'intera comunità, è ovvio che anche gli insegnanti siano spiritualmente e moralmente corrotti e imbarbariti e depravati e caotici. Questo Stato cattolico è privo di sensibilità artistica, e quindi anche gli insegnanti di questo Stato ne sono privi, o comunque non sono tenuti ad esserne provvisti, questo è il fatto deprimente. Gli insegnanti insegnano cos'è questo Stato cattolico, insegnano quello che lo Stato stesso li incarica di insegnare: grettezza e brutalità, volgarità e vigliaccheria, abiezione e caos. Da questi insegnanti gli alunni non possono aspettarsi altro che la mendacità dello Stato cattolico e del potere cattolico che governa lo Stato, pensai mentre osservavo Reger, e contemporaneamente, attraverso l'Uomo dalla barba bianca di Tintoretto, guardavo di nuovo dentro la mia infanzia. Anch'io del resto ho avuto questi insegnanti atroci e senza scrupoli, prima gli insegnanti di campagna, poi gli insegnanti di città, insegnanti di campagna e insegnanti di città che si sono avvicendati di continuo, e per buona metà della mia vita sono stato rovinato da tutti questi insegnanti, i miei insegnanti mi hanno rovinato per i decenni a venire, penso. |...| Anch'io ho avuto questi insegnanti che nutrono un disprezzo inconfessato per gli esseri umani, un disprezzo che loro, quei galoppini dello Stato sentimentali e patetici con l'indice alzato, erigono a norma di fronte ai propri alunni impotenti. Anch'io ho avuto questi idioti, questi sensali dello Stato, che più volte la settimana con la bacchetta di nocciolo mi picchiavano sulle dita fino a farle gonfiare, e che prendendomi per le orecchie mi ruotavano la testa verso l'alto tanto da scatenare in me un pianto convulso e trattenuto del quale non riuscivo più a liberarmi. Oggi gli insegnanti, anche se non prendono più gli alunni per le orecchie, né li picchiano sulle dita con le bacchette di nocciolo, sono tuttavia rimasti insulsi come una volta, questo è ciò che vedo qui al museo quando guardo gli insegnanti che passano con i loro alunni davanti ai cosiddetti Antichi Maestri, sono gli stessi, penso, gli stessi che ho avuto io, gli stessi che mi hanno distrutto per la vita, che mi hanno annientato per tutta la vita. Così dev'essere, così stanno le cose, dicono gli insegnanti, e non tollerano la benché minima obiezione, perché questo Stato cattolico non tollera la benché minima obiezione, e loro ai propri alunni non concedono niente, e men che mai di conservare qualcosa di originale. In questi alunni viene riversata l'immondizia di Stato, nient'altro, come il frumento nella gola delle oche, e a viva forza l'immondizia di Stato viene riversata in quelle teste fino a farle soffocare. I bambini sono bambini dello Stato, così pensa lo Stato e si comporta di conseguenza, provocando da secoli danni devastanti. E' lo Stato in realtà che partorisce i bambini, vengono partoriti soltanto bambini di Stato, la verità è questa. Non esiste un solo bambino libero, c'è soltanto il bambino di Stato, di cui lo Stato può fare quello che vuole, è lo Stato che mette al mondo i bambini, alle madri vien solo dato a intendere che siano loro a mettere al mondo i bambini, ma è dal ventre dello Stato che nascono i bambini, la verità è questa. Sono centinaia di migliaia i bambini che ogni anno escono dal ventre dello Stato sotto forma di bambini di Stato, la verità è questa. I bambini di Stato vengono messi al mondo dal ventre dello Stato e vanno alla scuola di Stato, dove sono istruiti dagli insegnanti di Stato. Lo Stato partorisce i suoi bambini nello Stato, la verità è questa, lo Stato partorisce i suoi bambini di Stato nello Stato e non li lascia più uscire. Ovunque ci guardiamo intorno, non vediamo altro che bambini di Stato, scuole di Stato, lavoratori di Stato, funzionari di Stato, anziani di Stato, morti di Stato, la verità è questa. Lo Stato produce e autorizza soltanto esseri umani di Stato, la verità è questa. L'essere umano secondo natura non esiste più, è rimasto soltanto l'essere umano di Stato, e dove l'essere umano secondo natura esiste ancora, esso viene braccato e perseguitato a morte e/o trasformato in un essere umano di Stato.

(Thomas Bernhard - Antichi maestri, pagg. 37-41. Adelphi editore)

Pill 147


Thomas Bernhard, In alto - tentativo di salvezza, nonsenso. Guanda editore

Pill 146

Non starò zitta su nessuno dei loro crimini

Come va la mia salute? Cara mamma, l'andamento delle condizioni di salute di uno è un processo calcolato. Qui, nella RFT, ai prigionieri politici non si strappano più le unghie delle dita; si è troppo delicati per far questo e inoltre non sarebbe ammissibile farsi accusare dalla opinione pubblica del mondo di tutta la bestialità del nazifascismo, dopo che si sono spesi miliardi e miliardi per la propria immagine politica. L'isolamento opera certo più lentamente, ma anche più sicuramente della tortura fisica. Opera nel cervello. No, io non sono ancora impazzita, anche se mi avevano preannunciato la crisi già per la settimana scorsa. A quanto pare, hanno fatto dei veri e propri calcoli. Ma adesso ho continuamente delle crisi di mancanza di respiro. All'inizio solo un paio di volte alla settimana, adesso due volte al giorno. E poi mi va via il sangue dal viso e mi vengono giramenti di testa. Questo mi succede soprattutto la sera, a volte già durante il giorno. Di sera qui non c'è nessuno, puoi suonare il campanello fin che crepi. Il medico non ci può fare niente, ti dà dei tranquillanti ma non servono a niente. Dice che si può solo sperare che la detenzione non duri troppo a lungo, altrimenti la mia salute sarebbe fottuta, e in modo permanente. Tu ti puoi chiedere perché nel mio caso questo processo è così veloce. Ora, io avevo una prospettiva completamente diversa rispetto agli altri che stanno in carcere. Proprio per questo non mi posso rassegnare così tranquillamente. Io non voglio che anche voi vi rassegniate e diciate: "D'altra parte, non ci si può far niente!". Ne abbiamo parlato spesso, certo; quando una cosa viene accettata da tutti, allora vuol dire che non c'è niente da fare. Quando ero piccola, ti ho fatto impazzire con le mie domande: come andava sotto il fascismo, come era possibile una cosa del genere. La risposta era sempre che c'erano troppo poche possibilità di informarsi; ce ne sono ancora. E ciò che sappiamo e abbiamo sperimentato non possiamo tenercelo soltanto per noi, dobbiamo dirlo agli altri, altrimenti quello che sappiamo non serve a nessuno. Bene, con tutto ciò uno può finire in galera, come me. Ma una cosa devi sapere: che, appena esco di qui, riprenderò il mio posto, non starò zitta su nessuno dei loro crimini.

(Brigitte Heinrich - Diario dal carcere 1975: Operazione 'Winterreise' e persecuzione degli intellettuali nella Germania federale oggi. La pietra editore)