Pill 143

alcune famiglie vivono insieme in più case. anche paula ne avrà una così, nella cui cucina potrà regnare, dove tutto sarà lucido e splendente, per la gioia di tutti quelli che lo vedono. paula ci passa davanti e s'immagina diversi livelli d'incremento della pulizia. qua e là una donna moribonda salta fuori trascinando sul petto un successore, un figlio o una figlia, come un baluardo, una polena contro paula, la nubile linda. lì di fronte una si getta sul figlio a cui paula ha chiesto della scuola. interrompe suo figlio e racconta orgogliosa delle preoccupazioni che le procura, è fiera delle preoccupazioni che quel discolo le procura, ma si vergogna delle preoccupazioni che le procura la figlia, dice che uno che non ha figli non può sapere com'è quando si hanno dei figli.
spiega anche di esser contenta di non dover più fare la commessa, non dà soddisfazione dover lavorare per gli estranei, lei è stata condotta direttamente dal banco del negozio all'altare. adesso ha dei sintomi di malattia piuttosto pericolosi. il medico non riesce a trovare niente. lei ha trovato la sua felicità. è una fortuna che tutto quello che fa per suo marito sia al tempo stesso qualcosa che fa per se stessa. i calzini puliti, le camicie pulite, mutande e scarpe, tutto questo lo fa anche per sé e per i figli. non è possibile fare direttamente qualcosa per sé.
qualche volta va dal parrucchiere. la rende più bella. quando paula chiede ad una delle donne che cosa vorrebbe, lei vorrebbe qualcosa per tutta la famiglia, per esempio una macchina in cui c'entri tutta la famiglia e in cui la madre sta sempre pronta a dare uno schiaffo sulle mani del bambino giustificando così la propria presenza. inoltre una macchina si può agghindare con piccoli vasetti di fiori e cuscini. la rendono più bella.
da qualche parte, in qualche casa, un bambino che ha avuto uno schiaffo sulla mano si mette a urlare. appena uno smette, subito attacca un altro. rumori di schiaffi attraversano le finestre specchianti. paula dice: non così forte, il povero karli non ha fatto niente, lascialo stare.
paula non dovrebbe aprir bocca perché non ha ancora partorito nessuno.
il ruolo della nonna è di mitigare.
per questo la nonna è così amata dai bambini. la nonna è sempre sgradita al padre e alla madre perché si mette in mezzo.
suo marito, il nonno, odia la nonna perché l'ha sempre odiata sin dagli anni della gioventù, è una cara e vecchia abitudine da cui non ci si può disabituare tanto in fretta, e quest'odio si conserva nella vecchiaia, che cosa rimane infatti nella vecchiaia? nulla, se non il buon, vecchio, consolidato odio.
inoltre l'odio diventa sempre più grande, perché la nonna ha ormai perso da un pezzo il suo capitale di un tempo, se mai è esistito, la bellezza. la nonna è stata svalutata. le donne più giovani sono per lui, per il nonno, il decrepito vecchio spilorcio, perse da tempo, passate ad altri uomini logori, ma più giovani e ancora capaci di attività.
le donne più giovani non mettono in gioco le loro sicure esistenze accanto ad uomini più giovani per un vecchio cacone come quello.
così anche il nonno sta morendo, anche se più lentamente e più in ritardo rispetto alla moglie già mezzo morta, ad ogni modo: morire è morire, perso è perso e andato. e la moglie non fa che ricordargli il declino da giovane bellimbusto a vecchio immondezzaio.
il nonno è consumato, la nonna viene consunta. non si vede un consumatore in giro, eppure si è consumati.
la nonna però sa benissimo che a partire da una certa età il marito le resterà per sempre e in eterno, fino alla grave e mortale malattia e all'avvenuto decesso. non può più sfuggirle, dal fornello, dalla credenza, dal tavolo, dal lavandino e dalla mangiatoia.
dove se ne può andare, il vecchio mascalzone.
il vecchio mascalzone dipende in tutto e per tutto dal suo cibo di merda.
e così tra le mani della nonna continua a scorrere una catena di mutande sporche di merda e di calzini sudati. con la vecchiaia la nonna si vendica con delle sciocchezze. per lei ci sono molte possibilità di vendetta costruttiva.
e così tra le mani del nonno continua a scorrere una catena di dispiaceri da procurare alla nonna, una catena di giorni terribili, il nonno prende nelle sue mani ogni singolo giorno che la nonna ha ancora da vivere. personalmente. nessun altro si deve immischiare.
ma il nonno è abituato, fin dalla sua infanzia, a farsi accudire dalla sua nonnina in tutte le cose di quotid. necessità, dalla mamma o dalla nonna. non sa farsi da sé neanche un uovo fritto.
è dipendente come un bambino quando si tratta delle sgradevoli sciocchezze come il lavoro pesante di casa, lo si può mandare facilmente in bestia con delle sciocchezze, con dei minuscoli fastidi, atti di sabotaggio.
le vecchie coppie sposate si accaniscono l'uno contro l'altra come due insetti, come due bestie che si divorano reciprocamente, una già per metà nel corpo dell'altra. la carne è nutriente e molto paziente.
come una carovana di cammelli una schiera di giovani mogli passa in lontananza, i loro contorni si stagliano chiari all'orizzonte. portano borse della spesa piene e trascinano dietro di sé dei bambini.
papà le osserva avido attraverso il cannocchiale. nei suoi calzoni si destano resti di mascolinità.
in cucina la mamma strilla e i resti devono di nuovo tacere.
finalmente il sole tramonta.


(Elfriede JelinekLe amanti, pagg. 79-81. Frassinelli editore.)

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