Botch - American nervoso (1998)

Il 1998 è l'anno di Calculating infinity dei The Dillinger escape plan e When forever comes crashing dei Converge, due album diversi eppure accostabili per significato (il secondo citato causa registrazione pessima è stato rivalutato solo a partire da sette anni più tardi). A loro si uniscono per importanza le sonorità innovative e la tecnica da dio di American Nervoso dei Botch, che è qualcos'altro ancora: sono paurosamente math-, certamente – core, urlano, si agitano e strepitano e per me hanno una marcia in più, e mentre David Verellen stranamente canta "here comes the sea, the sea of red" a poco meno di un anno di distanza dal secondo EP dei nostri cari Isis (the band, ehm), ci ricordiamo che questo quasi esordio dei Botch è il primo album ad essere prodotto dalla mitica Hydra Head e a 1:48 partono già i MEGASUONI in un brano d'apertura, Hutton's great heat engine che ci mostra già quanto i loro titoli siano esemplari per fantasia ("grazie a dio per le api operaie"???) e dopo un finale torrenziale si apre in maniera altrettanto torrenziale John Woo, e così via tra riffoni stoppati, distorsioni, tempi dispari si direbbe oppure tempi tutti loro, urla e attacchi violentissimi (la mitica Oma col finalone che si staglia sulle note di piano), i chiaroscuri di Dead for a minute, le dissonanze di Dali's praying mantle (il cui riff iniziale e ripetitivo si pianta nel cervello), il cemento armato di Rejection spoken softly, i blast beat (addirittura!) di Spitting black (ehi ma qui dentro ci sono anche i miei amati Candiria). David Knudson unico chitarrista vale per tre e spara gran parte delle sue cartucce migliori mentre Brian Cook già si distinge per l'amore per gli effetti che avrebbe sperimentato definitivamente nei Russian Circles.
Abili, cervellotici, giovanissimi e spavaldi su questo primo album (avevano realizzato degli EP) i Botch sciorinano una musica che se la dà a gambe levate dall'hardcore per raggiungere un'isola deserta dove forse restano soli, veloci e autodistruttivi come James Dean (si veda l'encore del loro ultimo show).

"American Nervoso was a regular coming-out party for a whole new way of thinking (and rocking); a funeral rite for mindless floor-punching and youth-crew Hitlerism."

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