Atrox - Contentum (2000)

Contentum è il secondo album dei norvegesi Atrox, per certi versi il primo loro definito in stile Atrox ovvero Monika Edvardsen style o psychotic metal o ancora schizo metal.


Mesmerised (1997) è più che valido come esordio ma ancorato al doom melodico degli anni precedenti di Pyogenesis, Celestial season e via discorrendo. Da quel disco sono seguiti un EP e le dipartite (finalmente) dalla voce maschile e dalla minuscola etichetta discografica Head not found: non che con la Season of mist abbiano venduto migliaia di copie in più, ma quanto meno sono passati ad una casa discografica degna del loro nome.

L'impresa di Contentum è di raccogliere altre influenze del tempo come Arcturus di quel periodo, un pò di prog/gothic tipo The Gathering (qualcuno cita i Madder Mortem del debutto Mercury, ma trovo tanto simile il mood quanto differente la cifra stilistica dei due gruppi in questione) e poco, pochissimo prog metal classico per incorporarli in un genere più arioso e dinamico, basato essenzialmente sulla voce di Monika Edvardsen che, rispetto al debutto, su Contentum ha il campo tutto per sè. E' un vero e proprio centro gravitazionale, si destreggia su linee vocali bizzarre e articolate, con pochi eguali. Monika è un soprano che adora spaziare, gorgheggiare, andare in falsetto e soprattutto cimentarsi in esercizi balistici complicatissimi. Regala in sostanza una prova da pelle d'oca.

Che vita sarebbe senza sorelle Edvardsen, mi chiedo a volte, e Contentum ne è una risposta.
Nei timbri di Monika e Ann Mari (all'epoca nei 3rd and the mortal, che con la musica degli Atrox hanno ben poco a che fare, al contrario di quel che viene spesso scritto) è semplice cogliere familiarità, eppure sono così diversi: Monika riesce a raggiungere un'ampiezza maggiore nello spettro vocale, mentre la voce di Ann-Mari è più possente, "fottutamente aristocratica" ha scritto un tipo una volta, ed è una definizione verso cui Ann Mari ha sorriso dando il suo consenso. Accomunate in special modo da una rara capacità di esprimere la follia, hanno imperversato per appena una manciata di album a cavallo del 2000 e dobbiamo valorizzare quel poco che ci resta.

Marchi indelebili: provate a confrontare Mesmerised con Contentum, non vi è alcun paragone in termini di freschezza e imprevedibilità: folle è il genere proposto dagli Atrox che come detto si muovono in base alle coordinate vocali di Monika, mentre musicalmente non sono dei veri precursori ma tecnicamente abili e poliedrici, pervasi di Arcturus (specie nei momenti più symphonic, ma questo non è un disco sinfonico come ci si potrebbe immaginare dalla provenienza geografica), e sono certo che gruppi cosiddetti avantgarde metal come Akphaezya e Unexpect siano debitori alle atmosfere folli evocate da Eivin e Rune (i due chitarristi) ma soprattutto a quel modo di cantare dell'osannata Monika.

Unsummoned è bellissima, tuttavia paga uno dei rari omaggi, ai limiti del plagio, ai The Gathering di Mandylion. Mi piace molto Letters to earth con le sue pause, forse il brano più prog ma non si pensi ad una definizione convenzionale.
Serenity è un altro dei brani che adoro per quella chitarra solista che resta solitaria (stile In the woods...) quando il brano sembra spegnersi. Monika a metà tra linee frastagliate e ricche di pathos dettato dalla sua cristianità offre una delle prove più sentite, specie nella seconda parte del brano. Entrando nel vivo dei migliori brani del lotto, la splendida introduzione Sultry Air (in cui Monika dà sfoggio del suo repertorio) è un'esperienza irrinunciabile. Da notare che le influenze di Monika c'è persino la musica indiana, studiata a lungo.
Lizard Dance offre un finale sfavillante, mentre ci si inerpica nella complessa Panta rei/Gather in me no more, la suite del disco che oltrepassa i dieci minuti.
L'artwork è opera di Monika, che ha disegnato molti freaks con ottimi risultati (per approfondire si vada qui). L'uomo sulla scala al centro del disegno è suo fratello David.

Ripeto, in particolare Sultry air con le linee vocali astronomiche di Monika (tra le influenze è doversoso citare Kate Bush) è un'esperienza da non perdere.


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