Amorphis - Elegy (1996)


It was made from the grief, moulded from sorrow.

Per il terzo album gli Amorphis tornano nei Sunlight studios con un cambio di formazione importante. Restano in pianta stabile la mente Esa Holopainen e la coppia Olli-Pekka Laine e Tomi Koivusaari ma cambiano batterista (per la prima volta) e tastierista. 
Pekka Kasari sostituisce Jan Rechberger, che qualche anno più tardi sarebbe tornato alla base, e Kim Rantala – oggi Dj di professione, stando a quel che si legge in giro – suona la tastiera solo su questo album. Quest'ultimo strumento per gli Amorphis è diventato fondamentale, tanto quanto le chitarre. 
Nel frattempo il gruppo incensa il progressive degli anni '70 e considera Wolverine Blues degli Entombed uno dei migliori dischi degli ultimi anni. 
I pantaloni si allargano e le camicie hanno fantasia. 
Koivusaari a petto nudo nei live è identico al David Gilmour dei primi anni '70. 
Non sono mai stati dei metallari tout court, ma i primi due album pur con tanto ingegno erano duri, figli di una tradizione death metal che via via si era snellita verso una forma elegante e raffinata. 

Ricordo ancora nitidamente il momento in cui mentre passeggiavo con mio fratello gli dissi che avevo spolverato la musicassetta di The Karelian Isthmus e che lo adoravo: era così doom eppure magico con quei riff gemelli, scale melodiche e accelerazioni furiose. 
Mi rispose che avrei dovuto recuperare Elegy, il disco con il nuovo cantante. 
Non avevo idea di cosa stesse parlando. Gli Amorphis con un altro cantante? 
"Devi chiedere a X. che ha il CD, è stato album dell'anno secondo (e citò la rivista...). Non hai mai ascoltato My Kantele?!". 
Mi montò una curiosità pazzesca, non avevo neppure quindici anni e non era così semplice procurarsi un disco (stiamo parlando dell'estate del 1998 e di internet conoscevo a malapena l'esistenza). 
Fu il mio coetaneo R. a copiarmi la musicassetta, e successivamente X. fotocopiò i testi dal booklet

Quando ascoltai le prime note di Better unborn ero così entusiasta! Non avevo mai ascoltato niente di simile. Tuttora penso ci siano brani migliori nel disco, ma l'accendersi di Better unborn resta un momento magnifico. Pochi altri dischi hanno avuto un impatto così affascinante. 
Ricordo che per i primi giorni l'ascoltavo continuamente, facevo lunghe passeggiate col walk-man in giro per la città e mi scoprivo a innamorarmi di brani da cui non mi sarei mai più staccato: On rich and poor, My Kantele, Cares, Elegy.


E' un disco pazzesco, di una qualità altissima, di un genere nuovo e indefinibile. E' metal ma non è metal, fonde il folk delle origini e perde definitivamente (o quasi) le derivazioni doom
Tanti, tanti inserti di progressive, heavy metal, rock. Suoni limpidi e cristallini.
Di death metal resta solo la voce di Koivusaari (così rassicurante, pur con i suoi limiti) alla quale si alterna il pulito di Pasi Koskinen. Un grande, grande Pasi Koskinen, che oltre al pulito standard (discreto) varia la voce verso tonalità più dure, a volte, oppure effettate (la – per me – controversa The Orphan, la vera ballata del disco e un brano che solo nel tempo ho imparato ad amare). 
Pasi possiede un approccio gutturale anche superiore a quello di Koivusaari (e ce ne saremmo accorti qualche anno più tardi alla fine di un primo, memorabile brano d'apertura dell'esordio degli Shape of Despair) ma giustamente per non rinnegare completamente il passato gli Amorphis hanno mantenuto Koivusaari in quel ruolo (per l'ultima volta). 
Olli-Pekka Laine ha un ruolo centrale e i suoi giri sono distintivi, corposi ed eclettici.

Elegy è il manifesto di un gruppo in autentico stato di grazia, che non pone alcun limite alla fantasia. Difficile non smuovere il culo negli intermezzi di Cares, o non farsi trascinare dal suo poderoso ritornello. E ancora, l'assolo di Against widows, il finalone di The orphan, il riff cruciale di Song of the troubled one (!) dopo il giro di basso, e poi le danze sui riff gemelli di On rich and poor o Better Unborn, la malinconica title-track o l'immensa My kantele nelle sue due splendide versioni, elettrica e acustica. 

Music will not play to please.




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