Pill 112

La catastrofe di Wertheimer ha già avuto inizio nell'istante in cui Glenn Gould, rivolgendosi a Wertheimer, gli ha detto che era il soccombente, ad un tratto ciò che Wertheimer aveva sempre saputo fu pronunciato da Glenn a voce alta e devo dire senza alcun preconcetto in quel suo tono tipico canadese-americano, Glenn con quel suo soccombente ha colpito Wertheimer a morte, pensai, non perché Wertheimer abbia udito allora per la prima volta quel concetto, ma perché, pur senza conoscere la parola soccombente, Wertheimer aveva già da molto tempo familiarità con il concetto di soccombente, e però Glenn Gould ha pronunciato la parola soccombente in un momento cruciale, pensai. Noi diciamo una parola e annientiamo un essere umano senza che questo essere umano da noi annientato, nel momento in cui pronunciamo la parola che lo annienta, abbia cognizione di questo fatto micidiale, pensai. Un simile essere umano, messo a confronto con una tale parola micidiale, nel senso che micidiale è il concetto che ad essa corrisponde, ancora non intuisce nulla dell'effetto micidiale di questa parola e del concetto che ad essa corrisponde, pensai. Glenn ha detto a Wertheimer la parola soccombente ancor prima, comunque, che avesse inizio il corso di Horowitz, pensai, io potrei perfino stabilire l'ora esatta in cui Glenn ha detto a Wertheimer la parola soccmbente. Noi diciamo una parola micidiale a un essere umano e, com'è ovvio, in quell'istante non siamo consapevoli di avergli detto una parola micidiale, pensai. Wertheimer si è tolto la vita a distanza di ventotto anni da quando Glenn, rivolgendosi a lui nel Mozarteum, gli ha detto che era un soccombente e a distanza di dodici anni da quand glielo ha detto in America. Gli uomini che si suicidano sono ridicoli, diceva spesso Wertheimer, quelli che si impiccano sono i più disgustosi di tutti, diceva anche, pensai, adesso naturalmente ci sorprende che egli parlasse così spesso di suicidio, ma devo dire che ogni volta, ora più ora meno, i suicidi li prendeva in giro, del suicidio e dei suicidi parlava sempre come se questi due concetti non avessero per lui il minimo interesse, come se sia l'uno sia l'altro non potessero riguardarlo in alcun modo. Io ero un uomo da suicidio, questo lo diceva spesso, ricordai sulla strada per Traich, la persona minacciata ero io, lui no di certo. E riteneva anche sua sorella capace di suicidarsi, forse perché meglio di chiunque altro lui era al corrente della sua effettiva situazione, forse perché conosceva perfettamente la sua totale mancanza di prospettive, la conosceva come nessun altro, dal momento che, come spesso diceva, era convinto di vedere in trasparenza la propria creatura. Eppure sua sorella, anziché togliersi la vita, è andata in Svizzera da Duttweiler, si è sposata con il signor Duttweiler, pensai. Wertheimer si è poi tolto la vita in un modo che lui stesso aveva sempre definito ripugnante e disgustoso proprio in Svizzera, e dunque sua sorella, anziché togliersi la vita è andata in Svizzera a maritarsi con quel riccone della chimica di un Duttweiler, mentre lui, Wertheimer, ci è andato per impiccarsi a un albero di Zizers, pensai. Ha voluto studiare con Horowitz, pensai, ed è stato annientato da Glenn Gould. Glenn è morto nel momento per lui ideale, Wertheimer invece non si è tolto la vita nel momento per lui ideale, pensai. Se davvero ritenterò da capo la mia descrizione di Glenn Gould, pensai, dovrò inserirvi anche la sua descrizione di Wertheimer, e c'è da domandarsi chi sarà al centro di questa descrizione, se Glenn Gould o Wertheimer, pensai. Partirò da Glenn Gould, dalle Variazioni Goldberg e dal Clavicembalo ben temperato, ma per quel che mi riguarda Wertheimer avrà in questa descrizione un ruolo decisivo, giacché per me Glenn Gould è sempre stato in qualche modo legato a Wertheimer, e viceversa Wertheimer a Glenn Gould, e forse tutto sommato è stato più importante Glenn Gould per Wertheimer che viceversa. Il vero punto di partenza dovrà essere il corso di Horowitz, la casa dello scultore a Leopoldskron, il fatto che ventotto anni fa, del tutto indipendentemente uno dall'altro, ci siamo avvicinati l'un l'altro in un modo decisivo per la nostra vita, pensai. Il Bosendorfer di Wertheimer contro lo Steinway di Glenn Gould, pensai, le Variazioni Goldberg di Glenn Gould contro l'Arte della fuga di Wertheimer, pensai. Glenn Gould non deve certo ad Horowitz il proprio genio, pensai, ma Wertheimer può senz'altro ritenere Horowitz responsabile della propria distruzione e del proprio annientamento, pensai, perché Wertheimer era andato a Salisburgo attratto dalla fama di Horowitz, senza la fama di Horowitz non sarebbe mai andato a Salisburgo, comunque non ci sarebbe andato quell'anno che per lui è stato fatale. Le Variazioni Goldberg, che pure sono state composte con l'unico scopo di rendere sopportabile l'insonnia di un uomo che ha sofferto d'insonnia per tutta la vita, pensai, hanno tolto la vita a Wertheimer. Composte originariamente per ristorare gli animi, dopo quasi duecentocinquant'anni hanno tolto la vita a un uomo senza speranza, hanno tolto la vita a Wertheimer, pensai sulla strada per Traich. Se ventotto anni fa Wertheimer non fosse passato davanti alla stanza numero trentatré al primo piano del Mozarteum, erano, come ricordo, esattamente le quattro del pomeriggio, ventotto anni dopo egli non si sarebbe impiccato a Zizers nei pressi di Coira, pensai. Fatale per Wertheimer è stato il fatto di essere passato davanti alla stanza trentatré del Mozarteum proprio nel momento in cui Glenn Gould suonava in quella stanza la cosiddetta Aria. Wertheimer mi raccontò la sua esperienza e disse che mentre sentiva suonare Glenn era rimasto in piedi davanti alla porta della stanza trentatré fino alla fine dell'Aria. Allora compresi con chiarezza che cos'è uno shock, pensai adesso. Del fatto che Glenn Gould era stato un cosiddetto bambino prodigio noi due, Wertheimer ed io, non sapevamo nulla, ma se anche ne fossimo stati in qualche modo al corrente, non l'avremmo certo tenuto in gran conto, pensai. Glenn Gould non fu un bambino prodigio, fu fin dall'inizio un genio del pianoforte, pensai, già da bambino andava ben oltre la padronanza tecnica dello strumento. Noi due, Wertheimer ed io, avevamo per così dire le nostre case da isolamento in campagna e da esse scappammo lontano. Glenn Gould si costruì la sua gabbia da isolamento, come chiamava il suo studio, in America nei pressi di New York. Dato che Glenn ha chiamato Wertheimer il soccombente, devo dire che lui, Glenn, era l'inospitale, pensai. E il 1953 devo invece definirlo come l'anno fatale per Wertheimer, perché nel 1953, a Leopoldskron nella nostra casa dello scultore, Glenn Gould ha suonato le Variazioni Goldberg solamente per Wertheimer e per me, e questo è accaduto vari anni prima che egli come si dice diventasse di colpo una celebrità mondiale suonando appunto le Variazioni Goldberg. Nel 1953 Glenn Gould ha annientato Wertheimer, pensai.


(Thomas Bernhard, Il soccombente, pagg. 144-147. Adelphi editore)

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