Obituary - Cause of death (1990)

Cause of death è il secondo album dei floridiani Obituary. Rispetto al debutto il gruppo sostituì bassista e chitarrista solista. Qui vengono illustrati i retroscena dei due cambi di formazione. Con James Murphy gli Obituary fecero un salto di qualità ulteriore (è sufficiente ascoltare la versione demo di Infected per rendersene conto), mai più avvenuto nel corso della loro carriera.
Nessuno ha mai cantato come John Tardy.
Cause of death è stata una delle mie prime esperienze autentiche, verificatasi più o meno nello stesso periodo in cui mia madre mi permise di attraversare la strada da solo. C'era un vigile a fermare le auto e a permettere che camminassi sulle strisce pedonali per poi proseguire lungo un breve tratto di viale alberato fino a raggiungere la scuola elementare.

Allora, dopo l'avvento dello stereo, in casa giravano due walkman a cassetta; uno era un sony nero e trovai delle musicassette tra cui un lato A con diversi brani di Cause of death. Non avrei mai immaginato che un giorno il mio blog avrebbe avuto proprio quel nome, seppur per ragioni diverse. Già allora sapevo che la mia attrazione era per ciò che quel disco conteneva. Gli Obituary hanno avuto per me la stessa funzione di quel vigile, mi fidavo di loro, sono stati una guida, un mezzo con il quale mettermi in contatto con le mie emozioni e apprendere che il dolore non apparteneva solo ad una dimensione intima ma poteva essere espresso, liberato e condiviso.

Quando inserisco il CD sento dentro qualcosa che non riesco a comunicare in forma scritta. Sono indimenticabili brani come Turned inside out, Body bag, Chopped in half, la title-track, Dying, Infected, la splendida cover di Circle of the Tyrants del gruppo che sicuramente li ha influenzati di più, i Celtic Frost. Gli Obituary mi hanno accompagnato lungo la strada, e la morte di Frank Watkins mi crea una sensazione paradossale, come se fosse davvero scomparsa una figura a me vicina. Mi piace ricordarlo così, mentre osserva l'obiettivo con la maglietta dei Godflesh. Ho negli occhi anche il poster del gruppo che mio fratello appese nel '94 dietro al proprio letto: Frank indossava una t-shirt con la scritta "part animal, part machine". Rest in peace.



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