Pill 103

Così una coppia dopo l'altra passò lungo l'aiuola con gli stessi gesti irregolari e senza scopo; venivano avvolti da strati infiniti di vapore verde-azzurro nei quali dapprima i loro corpi conservavano consistenza e un tocco di colore, ma più tardi consistenza e colore si dissolvevano nell'atmosfera verde-azzurra. Come faceva caldo! Tanto caldo che persino il tordo decise di saltellare, come un uccello meccanico, all'ombra dei fiori, con lunghe pause tra un movimento e l'altro; invece di svolazzare vagabonde, le bianche farfalle danzavano l'una sull'altra, formando, con i lorobianchi fiocchi incostanti il contorno di una marmorea colonna infranta sui fiori più alti; i tetti di vetro della serra per le palme scintillavano come se un intero mercato pieno di luccicanti ombrelli verdi si fosse aperto al sole; e nel rombo dell'aeroplano la voce del cielo estivo mormorava la sua fiera anima. Giallo e nero, rosa e bianco candido, forme di tutti questi colori, uomini, donne e bambini apparivano per un attimo come macchie all'orizzonte, e poi, scorgendo la distesa di giallo sull'erba, ondeggiavano e cercavano l'ombra sotto gli alberi, dissolvendosi come gocce d'acqua nell'atmosfera verde e gialla, macchiandola delicatamente di rosso e di azzurro. Era come se tutti i corpi pesanti e rozzi fossero sprofondati immobili nella calura e giacessero rannicchiati insieme per terra, ma le loro voci ondeggiavano intorno ad essi, come fiamme che fluttuano dai massicci corpi di cera delle candele. Voci. Sì, voci. Voci senza parole, che rompevano all'improvviso il silenzio con una gioia tanto profonda, con un così passionale desiderio, oppure, nelle voci dei bambini, con tale fresca sorpresa; rompevano il silenzio? Ma non c'era silenzio; per tutto il tempo gli autobus giravano le ruote e cambiavano le marce; come un gran nido di scatole cinesi tutte di acciaio lavorato che girano senza posa l'una nell'altra la città mormorava; al di sopra le voci gridavano forte e i petali di miriadi di fiori facevano splendere i loro colori nell'aria.


(Virginia Woolf, I racconti - Kew Gardens, pagg. 13-14, Baldini & Castoldi)

Grazie V.! 

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