Pelican - Pelican (EP, 2001)

I Pelican sono un quartetto originario dell'Illinois che nel corso della propria carriera ha saputo spaziare con una certa disinvoltura da un originario, oscuro doom/sludge (quando non ancora si parlava di post-metal) fino ad un progressivo impiego di sonorità post-rock in un minutaggio però più compatto e vicino alla forma-canzone. Sono nati come Tusk, gruppo in cui suonavano tutt'altro, molto più spietato e noise. Pelican non era che un progetto divenuto subito la dimensione più appropriata per i quattro musicisti, di cui due fratelli (al basso e alla batteria) e due chitarristi di cui uno in particolare, Laurent Schroeder-Lebec, ha rappresentato un vero e proprio ago della bilancia nel determinare con la propria presenza la creatività massima della band.

Questo lavoro dal titolo omonimo è l'album d'esordio. Si tratta di un EP inizialmente autoprodotto nel 2001 e successivamente ristampato dalla Hydra Head Records di Aaron Turner con una modifica sostanziale sia dell'artwork che dell'ordine delle tracce centrali (Forecast for today e Mammoth). Mentre nell'ordine della release iniziale c'era una giusta alternanza tra i brani monolitici e quelli più lunghi e articolati, in quella seguente, molto più distribuita (in rapporto 10 a 1), viene a mio avviso alterata la fuidità.
Pulse è poco più di un intro e lascia subito intendere le basi del suono del quartetto: un lento, vorticoso incedere strumentale che si radica essenzialmente su due rocciose chitarre elettriche e un drumming secco ed essenziale, mentre il basso è messo in scarso rilievo dalla registrazione. I Pelican fanno della densità del suono delle chitarre la loro arma principale, e Mammoth (titolo molto pertinente) rappresenta al meglio le origini sludge del gruppo; questo brano fino a qualche anno fa veniva spesso utilizzato per chiudere le esibizioni dal vivo (personalmente l'ho visto suonare a Berlino nel 2011). Forecast for today e in particolare The woods sono due brani più complessi e dinamici e offrono degli spunti diversi non solo nel riffing e nel drumming (più elastici e scorrevoli) ma anche all'interno del genere proposto. Si intravedono i primi arrangiamenti acustici che caratterizzano brillantemente i dischi immediatamente successivi. I due chitarristi fanno abbondante uso di feedback (in linea con le origini noise) e hanno nelle loro corde l'influenza dei primi Melvins (Bullhead soprattutto), con un approccio ancora più pesante. 

Questo EP costituisce la base solida per il disco seguente, Australasia, che rappresenta già uno dei veri e propri capolavori del gruppo nonché uno dei manifesti principali di una nuova scena musicale.

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