Pill 75

"...ma quello che appare certo (ci troviamo ora nella regione dei "forse" e degli "appare") è che quell'io di cui più aveva bisogno rimaneva lontano, poiché, a sentirla parlare, mutava d'io con la rapidità stessa della sua corsa – ce n'era uno nuovo ad ogni curva – come accade talora per ragioni inesplicabili, quando l'io cosciente che si trova al sommo, e ha il potere di desiderare, non desidera essere che un io solo. E' quello che certuni chiamano "il vero io", ed è, dicono, la somma di tutti gli io che abbiamo in noi; comandati e ben guardati dal nostro Comandante Io, dall'Io-Chiave, il quale li amalgama e li sorveglia tutti. Doveva essere quell'io che Orlando voleva, come il lettore può giudicare dai suoi discorsi mentre guidava (e se è un discorso sconnesso, sconclusionato, triviale, smorto e qualche volta incomprensibile, è colpa del lettore che vuol ascoltare una signora che parla da sola; noi non facciamo che ripetere le di lei parole alla lettera, aggiungendovi tra parentesi l'io che, a nostro parere, parla in quel momento; ma in quanto a questo, potremmo anche prender dei granchi).

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E in quell'istante, allorché ella aveva desistito dal chiamare "Orlando?" per donarsi ad altri pensieri, in quell'istante l'Orlando invocata venne di sua volontà; subito la sua presenza si rivelò dal mutamento che si manifestava in Orlando (ella aveva oltrepassato la grande cancellata ed entrava nel parco).
Tutto l'essere suo si oscurò, si assestò; così, talora, un piano aggiunto conferisce armonia e solidità a una superficie, e le cavità si approfondiscono, e si creano lontananze; e tutto quanto si contiene come l'acqua si contiene entro le pareti di un pozzo. Così Orlando in quel momento mitigò il suo fulgore, si rappacificò, e con l'aggiunta di quell'altra Orlando fu quello che a torto o a ragione si chiama un io unico, un io reale.
Ed ella tacque. Poiché è probabile che, quando gli uomini parlano da sé ad alta voce, i loro io (di cui ve ne può essere qualche migliaio in quel momento) si trovino malcontenti, e cerchino di comunicare tra di loro; ma quando il contatto è stabilito, allora tacciono."

(Virginia Woolf, Orlando, pagg. 693,697, I MeridianiMondadori)

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