Pill 66

SCENA 23
UFFICIO DI COLLOCAMENTO
Giorno

Gli sportelli dell'ufficio di collocamento sono separati da una serie di divisori al fine di instaurare con il candidato un rapporto di intimità e fiducia reciproca. La giovane impiegata guarda meravigliata il nostro protagonista che non riesce a compilare nemmeno le prime righe del modulo.

M: Mi dispiace tanto, è inutile, non ci riesco.
DONNA: Sa almeno scrivere?
M: Sì, però tutte queste domande...

(La donna accenna un sorriso affabile e prende il modulo)

DONNA: Posso aiutarla. Non è poi così difficile. Cognome, nome, anno e luogo di nascita, numero di previdenza.

(M la guarda con aria smarrita e scuote la testa)

DONNA: Aspetti qui.

Si allontana, dopo un minuto torna accompagnata da un uomo che ha tutta l'aria di essere un superiore.

UOMO: Ha intenzione di prenderci in giro? Ce l'avrà un nome.
M: Certo. Ma mi hanno dato un colpo in testa – per la verità più d'uno – e per questo motivo... non ricordo molto bene.
UOMO: Allora chieda a sua moglie, agli amici. Tutti hanno un amico
M: Un amico ci sarebbe ma anche lui non sa niente.
UOMO: Ha battuto la testa anche lui? Senta, dietro l'angolo c'è l'Accademia di recitazione. Magari hanno bisogno di un commediante come lei. Non torni a farci perdere tempo. Qui c'è gente che fa la fila perché ha voglia di lavorare.

(La donna sembra preoccupata per M)

DONNA: Potrebbe richiedere il sussidio.
UOMO: Anche per quello occorre un nome.

(Rivolgendosi a M)

Ora si tolga dai piedi. Se cerca della droga la trova in strada.


SCENA 24
BAR
Giorno

M entra in un bar sulla Hämeentie. Con aria imbarazzata chiede dell'acqua calda. La donna indica un thermos.

M: Cosa le devo?
DONNA: E' gratis. Si serva pure.

M riempie una tazza e va a sedersi in un angolo. Estrae dal taschino una scatola di fiammiferi contenente una bustina di tè usata già due o tre volte. Convinto di non essere visto immerge la bustina nell'acqua bollente. Ma la donna in questione è una professionista con quaranta anni di esperienza, non le sfugge neanche una mosca. Si allontana dal banco ed entra in cucina. Di lì a poco spunta un'altra donna, guarda M che ricambia lo sguardo con la testa china sulla tazza.

Un attimo dopo la donna di prima porta a M un piatto di polpette e purè di patate.

DONNA: Sono gli avanzi del pranzo. Mi sembrava affamato.
M: Non ho soldi.
DONNA: Non importa. Questa roba sarebbe finita in pattumiera. Gradisce un bicchiere di latte?

M annuisce. Dopo mille avversità quella gentilezza inaspettata gli fa scendere le lacrime dagli occhi, ma cerca di nasconderle abbassando il capo. La donna gli porta un bicchiere di latte.

(Aki Kaurismäki, L'uomo senza passato, pagg. 55-58, Iperborea editore)