Disaffected - Vast (1995)

Il 1994 e il 1995 sono due anni cruciali per la musica estrema portoghese. Si segnala innanzitutto l'avvento dei Moonspell con un disco, Wolfheart, che probabilmente rappresenta il manifesto dell'intera scena metal del paese.
E' contemporaneamente significativa la crescita del movimento death-metal che si concretizza con la nascita di alcune piccole etichette discografiche, la maggior parte delle quali con sede a Lisbona, e la relativa uscita di album forti di una produzione valida e professionale.
Circa i contenuti si tratta spesso di uscite che, pur degni di nota, seguono un po' i canoni del genere.
E' il caso di Eye M God (1995) dei Sacred Sin (molto simile allo stile dei Nocturnus ma con accostamenti anche al black-metal), del solido omonimo dei Genocide (1994 – con punte grind), di In limine mortis (1995) degli Extreme unction (death/doom) e dell'ottimo death/thrash degli Exiled su Ascension of grace (1994).

Fanno eccezione una manciata gruppi che si sono spinti più avanti.
Gli Afterdeath sul sottovalutatissimo Backwords (1995) hanno creato un disco variopinto tra sferzate prog e post-thrash.
I Thormenthor con Abstract divinity (1994) hanno realizzato qualcosa di ancor più tecnico, originale e indefinibile, mescolando death-metal e prog-metal. Brani bellissimi, freschi e complessi.
E' curioso come l'album in questione venga registrato esattamente nel momento in cui una band di Oeiras, i Disaffected, realizza il suo terzo e decisivo demo.
I due stili sono molto simili e non si capisce chi abbia influenzato chi (entrambi i gruppi nei demo precedenti suonavano tutt'altro), sta di fatto che Halloween rehearsal permette ai Disaffected di conquistare il contratto discografico con la minuscola label Skyfall e di poter così registrare nell'agosto dell'anno seguente il suo primo album.

Vast (1995) nasce sotto una buona stella. La registrazione di Marsten Bailey nei Namouche studios di Lisbona per i tempi è ottima. I suoni sono limpidi e tutti gli strumenti bilanciatissimi.
Il gruppo è in stato di grazia. Ha elaborato un'idea primigenia di death-metal incorporando una serie di riferimenti prog-metal e fusion.
Il chitarrista e mente, Sergio Paulo, ha trascorsi in gruppi power-metal. I suoi virtuosismi ricordano Malmsteen ma egli si limita parecchio nelle parti soliste, concentrandosi su un riffing camaleontico: stoppate, armonizzazioni, rasoiate.
Il batterista Joaquim Aires ha una lunga gavetta nella storica band black-metal Decayed ma mostra di essere eterogeneo.
António Gião, il bassista, è un fingerpicker tecnico, veloce e preciso. Vast è un disco che richiede un bassista capace e aiutato dalla registrazione il suo lavoro emerge egregiamente.
Fatima Geronimo è la tastierista. Il suo strumento è, oltre alla chitarra, la carta vincente dei Disaffected. Riesce a donare alla composizione un tocco atmosferico misurato. I Disaffected non suonano death-metal sinfonico come il primo dei Sadist (citati tra i ringraziamenti), ma neppure come i Nocturnus. La tastiera nella band portoghese è un caso a parte, tanto è particolare il suo utilizzo.

E' un disco stupendo che non può assolutamente mancare nella collezione degli amanti del death-metal sperimentale. Accostabile ad altre rarità uscite più o meno nello stesso periodo come Immense Intense Suspense (1994) dei Phlebotomized, Chiaroscuro (1995) dei Creepmime, Skies (1996) dei Kalisia, Tribe (1996) dei citati Sadist, El norra alila (1996) degli Orphaned Land.
Non siamo al livello dei Cynic ma un gradino immediatamente sottostante.

E allora andiamo ad ascoltarlo, questo gioiello.
Cold tranquillity mette subito in risalto la vena ispirata del chitarrista e il mix seducente con le tastiere. Riff stoppati e scale progressive sono il marchio di fabbrica di questa miscela sonora originalissima. Si chiude con l'assolo di Sergio Paulo.
Fin da questo brano d'apertura vengono tuttavia alla luce i difetti del gruppo: i testi sono convenzionali e tra l'altro nel booklet diverse parole sono trascritte male (certamente la scarsa conoscenza della lingua inglese che contraddistingue un po' tutto il Portogallo non ha aiutato il gruppo ad esprimersi al meglio). Il cantato di José Costa appare monocorde e stereotipato nel growl. Per fortuna questo artista molto attivo nella scena metal portoghese (è tra l'altro lo storico cantante dei Sacred Sin) alterna anche un approccio quasi "parlato" o effettato (stile The cube dei Supuration). E così dopo la meravigliosa No feelings left, probabilmente la traccia più martellante (termine da prendere con le dovute distanze perché ribadisco, questo non è un disco death-metal) ecco Unlimited vision che si apre proprio con il "parlato" su un intro giocato su un cigolìo di porte infernali che si aprono in continuazione e rintocchi di basso. E' uno dei brani più interessanti e versatili del lotto. Le parti tirate di batteria sono limitate a sprazzi. Sapiente architettura che non annoia mai. Assolo finale meraviglioso.
Fanno seguito The praxis of the non being e l'accoppiata Dreaming I e II (anche in questo caso un inserto di chitarra solista mozzafiato, seguito da uno stacco bellissimo).
Quanto sono longevi questi brani?!
Allusion è la perla di Fatima Geronimo. Un brano completamente eseguito al piano in cui la tastierista mostra una spiccata dote malinconica. Quando la ascolto mi torna in mente Praça do Comércio e la vista sul Tago. Credo che la band abbia attinto a piene mani dall'atmosfera nostalgica che si respira nella capitale e nei dintorni.
Dead like my dreams appare un po' ripetitiva rispetto ai brani precedenti, mentre Desire me not riprende con la tastiera le stesse note di Allusion, introducendo uno spettrale scenario su cui si staglia una chitarra melodica e sognante. Si tratta della "ballad" del disco, dal riffing molto semplice e cadenzato. Un brano spettacolare ed emozionante in cui finalmente anche il cantante riesce a fornire il suo contributo in maniera interessante per via dell'alternanza tra parti sussurrate e cantate.
Segue Vast – The long tomorrow, il brano scelto per girare un videoclip. Ancora oggi faccio fatica a raccapezzarmi dinanzi ad una struttura così slegata. Credo che i Disaffected mostrino una volontà personale di districarsi definitivamente dalla forma-canzone e creare un ibrido perfetto tra diverse sensazioni. La prima volta che l'ascoltate rischia di non lasciarvi nulla proprio perché non arriva mai al punto e sembra un'accozzaglia di riff. Ma qui Sergio Paulo offre probabilmente tutto il suo repertorio e il non-ritmo del brano è a mio avviso la sua vera forza. Bisogna ascoltarlo senza riserve, abbattendo tutti gli schemi di cui si è in possesso.
Le ultime due tracce rendono un po' prolisso un disco che evidentemente ha già detto tutto.
...And flesh will be my bride non aggiunge nessuna novità (contrariamente alla precedente The long tomorrow) ed è anche troppo lunga, mentre la cover di Thou art lord degli Acheron è inevitabilmente veloce e stona un po' perché per quanto la band portoghese abbia dotato il brano di un tocco personale, si tratta pur sempre di una composizione ancorata a stilemi più definiti come il death/black degli statunitensi.

Vast è rimasto un fenomeno circoscritto al solo Portogallo per alcuni anni. La band ha suonato diversi show in madrepatria lungo il 1995 e il 1996. Ha realizzato nel 1996 una interessante cover degli Slayer e nel 1997 s'è sciolta.
Loro a giorno d'oggi affermano che il motivo fosse un incidente motociclistico di Sergio Paulo, ma non si sa quanto ciò sia credibile, perché ai tempi dichiararono che la ragione fosse rintracciabile in problemi interni alla band.
Sta di fatto che già verso la fine degli anni '90 in un clima stantìo di nuove uscite sia in Portogallo (ma ricordo il secondo album bellissimo dei MalevolenceMartyrialized, realizzato nel 1999) che all'estero i cultori del death-metal sperimentale hanno (ri)scoperto il disco che negli anni è diventato un oggetto di culto.
Il passaparola e la nomea conquistata hanno convinto bassista, chitarrista e cantante a riformare il gruppo e ad incidere un nuovo album a ben 17 anni di distanza.
Rebirth (2012) è uscito l'anno scorso e mostra quanto Vast sia un disco irripetibile e moderno per chiunque, loro stessi in primis.

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