Necromass - Mysteria mystica zothyriana (1994)


As the power of earth
As creation and death
As the light and the night
As the fire and the ground
As the soul of the moon
And the bodies entombed
As the serpent of black
As the natural rest
As the union with left
And the choices of path
Sexual instinct and lust... you are the night
And not against them, and not against them


Ci sono quei dischi nati già con un'aura di (oc)culto. Mysteria mystica zothyriana è un titolo perfetto. Il quindicesimo tarocco di Aleister Crowley in copertina si sposa a meraviglia con esso. Apri la confezione e non trovi il booklet, ma vabeh, si sa che la Unisound si è sempre contraddistinta per la povertà artistica dei package. Oltre alla copertina, in cui il titolo peraltro è sbagliato (c'è scritto "Zofiriana"!!), l'unica altra pagina interna è costituita dalla foto della band, in bianco e nero. Brutte, giovani facce, però conformi al titolo e alla copertina. Inserisci il CD e sei immerso in un mondo stile Hellraiser, cinematograficamente parlando. Se conosci i Goblin quella tastiera forse ti ricorda qualcosa delle loro vecchie composizioni, mentre i versi animali fanno molto Legion dei Deicide (Satan spawn the Caco-Daemon). In tutto questo marasma sabbatico sembra esserci pure un amplesso. Inquietudine e fascino perverso.
Poi parte Necrobaratrum, e tutto ciò che segue è un disco unico nel suo genere, "che non assomiglia a niente" (cit.). Una mezzoretta di black-metal crudo e blasfemo, in grado di trasmettere una sensazione intensa di... misticismo e mistero. Un lavoro d'insieme ispiratissimo e originale, in cui spiccano i riff vorticosi delle chitarre (specie quella di Marco Mazzoni, il principale artefice) e la voce versatile e diabolica di Carlo Bellotti.
Veloce, furioso: aggettivi standard nel genere, che non vanno travisati. Questo disco non punta tanto sui blast beats (pur presenti) quanto piuttosto sulla densità delle atmosfere, a cui contibuisce il lavoro da guest di Mirko Saccherini alla tastiera.
Le mie preferite sono Mysteria Mystica Zothyriana 666 e Black mass intuition. Gli arpeggi che li accomunano sono sempre inseriti nei momenti giusti.
Questo esordio strepitoso è un classico ed è immerso completamente in quel periodo (1993-1994) in cui oltre i confini scandinavi un manipolo di black-metallers europei erano alla ricerca di una identità distinta. Mysteria mystica zothyriana è uno dei primi esempi di black metal italiano di esportazione, dopo Necrodeath e assieme a Opera IX e Mortuary drape. Oggetto di culto più all'estero che in Italia, spesso viene associato alla scena estrema greca di quel periodo (Necromantia, Rotting Christ, Varathron, Nergal...) forse perché uscito per la citata etichetta Unisound, di Atene. Tuttavia ascoltando i gruppi greci appena nominati, o i primi due album seminali degli svizzeri Samael, non riesco a rintracciare più di tanto una familiarità con questo disco.

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