Necromass - Abyss calls life (1996)


Look, there's a sky beyond the opposite lines...


Fuori dal seminato

Il 1995 è l'anno della svolta per i Necromass. Il black-metal è ormai un genere inflazionatissimo, e la band fiorentina si rende partecipe di un processo evolutivo che l'accomuna a diverse altre realtà europee. Marco Mazzoni, la mente ispirata di Mysteria mystica zothyriana, esce dal gruppo volontariamente e viene rimpiazzato da Giovanni Cordoni. Quest'ultimo ha uno stile completamente diverso rispetto al predecessore. A giudicare dal suo apporto compositivo e in particolare dalle sue parti soliste, sembrerebbe persino che con il black-metal abbia poco a che fare. E' tecnico ed eclettico, e il suo ingresso permette al gruppo di poter ampliare i propri orizzonti sonori.
Abyss calls life sta al black-metal come Tribe dei Sadist sta al death-metal. Queste due gemme, uscite forse non casualmente nello stesso anno di grazia 1996, rappresentano come anche in Italia c'è chi è stato in grado di creare qualcosa fuori dal comune in ambito estremo.

Altri generi

In quello stesso periodo si affermano prepotentemente i Dream theater in Italia e in Europa. Mio fratello ha assistito ad un loro concerto nel tour di Awake del 1994, e riporta che a distanza di pochi mesi un numero sempre maggiore di gruppi di amici "metallari", fortemente influenzati da quelle sonorità comunemente definite prog-metal, introducevano destrutture nei loro brani rendendoli più vari e di ampio respiro. Non so quanto la band statunitense abbia influito sul processo evolutivo dei Necromass, ma sembra evidente una matrice prog-metal nel loro nuovo corso (si prenda l'espressione con le pinze: non ci si attenda roba infarcita di tastiera a cui certe pacchianate ci hanno abituato).
Ciò si riverbera in particolare sul basso. Ad esempio su Bloodstorm Collide c'è un giro che ricorda moltissimo uno di John Myung su Learning to live.
Sta di fatto che oltre a Giovanni il principale compositore dei Necromass è Leonardo Fabbri. Sul disco di debutto egli, anche penalizzato dalla produzione, pur svariando era "costretto" a seguire le coordinate del genere.
Abyss calls life non ha certo una buona registrazione ma il suono del basso è molto ben definito, e mostra quanto un autodidatta dotato di buone idee possa essere superlativo in fase compositiva. Dream theater o no, Leonardo è stato capace di far "esplodere" la creatività del suo strumento fino ad innalzarlo ad anima della composizione.
Il suo lavoro su questo disco ha avuto una influenza fortissima sul sottoscritto, tanto che Abyss calls life è uno dei due dischi cruciali affinché io abbia iniziato a suonare questo magnifico strumento.

Schizophrenic black art

Perso o interrotto il contratto con l'etichetta greca Unisound la band fiorentina firma per la Dracma (che a dispetto del nome è un'etichetta italiana, di Torino). E' il dicembre del 1995 quando entra in studio per dare alla luce il successore di Mysteria mystica zothyriana.
Pur cogliendo un filo conduttore chiaro rispetto a quanto realizzatto in passato, fin dalle prime note del nuovo disco è percepibile il cambio di direzione a cui si alludeva.
Stoppate, slide di basso, assoli, cori femminili e maggior ricorso alla melodia. Tutto ciò arricchisce le peculiarità del disco di debutto, senza stravolgerle.
I brani si allungano e diventano più complessi. Fa eccezione quello d'apertura, (an animal) forever, piuttosto breve e d'impatto, che a parte il finale non è tra le mie favorite.
Da Vibrations of burning splendour la qualità del disco s'impenna vertiginosamente. E' un brano travolgente, ricco e complesso, caratterizzato dal primo assolo chilometrico di Giovanni (una vera chicca). Strepitosa anche Into the warm of darkness, in cui Carlo Bellotti offre la sua prova migliore. Il suo cantato si è fatto leggermente più cupo e personalmente preferisco l'approccio meno "controllato" del disco di debutto, ma la sua voglia e capacità di rendere versatili le parti vocali lo conducono a registrare momenti particolarmente riusciti, come nello straordinario finale di Unpure. Quest'ultimo è un brano meraviglioso in cui la band riesce a raggiungere alcuni picchi emotivi del suo repertorio.
Ora non c'è solo la violenza, la velocità, la blasfemia dei testi. Nella musica dei Necromass c'è un connubio tra il black-metal delle origini e una spinta melodica e tecnica (gli assoli soprattutto, fantastici) orientata verso lidi sconosciuti.
Tutto il senso di questa nuova, incessante ricerca, ha il culmine in A serpent is screaming in the abyss, che mostra una maturità notevole e una presa emotiva difficile da descrivere.
Quest'ultimo brano, unitamente a Vibrations of burning splendour e Unpure, costituisce a mio avviso un trittico imperdibile per ciascun ascoltatore attento in fatto di sperimentazioni in ambito estremo.
Abyss calls life pur con i suoi difetti (non dimentichiamo che all'epoca per band underground come i Necromass i tempi di registrazione in studio non erano così lunghi – il disco è stato registrato in una settimana) a mio avviso è uno dei migliori esempi di sperimentazione in ambito black-metal.

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