Pill 56

Talvolta ho un'ora di quiete, e allora sprofondo in un rimuginare disperato. I miei pensieri sono oscuri, oppure così colorati e vivaci che rischio di volarmene nel mondo con loro. E forse anche di bruciarmi le ali.
Ci sono due esseri in me, l'uno non capisce l'altro. Temo quello che ama tanto la vita. Perché diventa troppo potente. E io so che per quell'altro il tempo potrebbe non bastare.
Dovrei imparare a pregare. Non ho nessun dio.
Se non ci fosse proprio niente su cui giurare, almeno su questo giurerei, che tu sei il mio unico altare, che le mie domande, i miei desideri, le mie vicende e non ultimo il mio amore finiranno in te. Verrò sempre da te e, finché mi sarà concesso di percorrere la strada, mi troverai.
Voglio implorare Dio per me.
Per te!

(Ingeborg Bachmann, Lettere a Felician, Nottetempo editore)

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