Ornaments - Pneumologic (2013)


Dopo quasi dieci anni di carriera caratterizzati da un lungo periodo di silenzio finalmente all'inizio di quest'anno ha visto la luce il primo album dei carpigiani Ornaments. La sensazione iniziale davanti a dischi che fin dalla loro nascita vengono gettati superficialmente nel calderone del "solito" post-metal strumentale non è certo delle migliori, ma attraverso l'ascolto è indubbiamente percepibile un'atmosfera peculiare garantita da un drumming straordinario di Riccardo Brighenti. Il suo lavoro percussionistico attribuisce quell'aura "tribal" che eleva il disco. Penso che il gruppo sia riuscito a raggiungere l'obiettivo di realizzare un album spirituale e darkeggiante. Mentre le chitarre fanno il lavoro sporco tra digressioni sognanti e "botte" liberatorie, Riccardo si destreggia in una stratificazione ritmica che s'impone come ossessiva e cerebrale. I brani in cui dà il meglio di sè sono a mio avviso Aer e Pneuma, che infatti risultano i miei preferiti, specialmente il primo. In evidenza anche il finale dell'ultimo brano (L'ora del corpo spaccato).
Gli inserti vocali sono un altro punto forte dell'album: Silvia Donati, voce particolarissima, contraddistingue Breath mentre Tommaso Garavini urla sul brano più Neurosis-dipendente del disco, L'ora del corpo spaccato. Se le prime note di Pulse vi hanno ricordato Further dei Cult of luna, se il bassista su Aer compone un giro di basso simile all'intermezzo di Finland (idem) e certi arpeggi non sono il massimo dell'originalità, forse avete perso di vista il quadro d'insieme che grazie soprattutto al citato lavoro del batterista ha tutte le sembianze di un viaggio sonoro differente dai cliché del genere.
Il gruppo dal vivo è validissimo.

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