Lord Belial - Kiss the goat (1995)



Pink black metal art.

Kiss the goat
è il disco d'esordio degli svedesi Lord Belial. Il gruppo era formato dai tre fratelli Backelin e da Niclas Andersson aka Vassago. L'album è stato registrato nel novembre del 1994 e ha visto la luce solo sette mesi più tardi. Nel momento della stampa del booklet, del CD e del retro c'è stato un errore con il dosaggio dei colori e il risultato è un rosa sbiadito che mal si addice allo spirito del disco. E' uno degli errori più bizzarri mai avvenuti nell'ambito di un genere che punta così tanto sui colori scuri e sull'immagine.

Kiss the goat merita un posto in primo piano nella valanga di dischi metal da incorniciare usciti nell'anno di grazia 1995. Venne accolto con entusiasmo dalla rivista nostrana metal shock. Valutazione: cinque punti esclamativi (il massimo). Nella descrizione si prospettava un "attacco al trono norvegese". Dalla sperduta Trollhättan i tre fratelli Backelin suonavano semplicemente dell'ottimo black metal svedese che traeva le proprie origini dal "patto" del 1991. Le band più famose si sono formate a partire da una formazione originaria chiamata Satanized tra cui figurava anche il principale artefice di quel suono a metà tra il black e il death metal che ha generato una lunga sequela di adepti: Jon Nodtveidt. Malgrado il peso di un disco come The Somberlain (1993) i Lord Belial su questo album di debutto suonano un tipo di black/death metal che ha poco a che vedere con quello dei Dissection. Il basso di Anders è prominente, una lunga serie di riff corposi e rallentamenti fanno da contraltare ad un black metal più veloce e sulfureo rispetto a quello proposto dalla principale band di Nodtveidt. Trovo Kiss the goat piuttosto distante dal resto della discografia dei Lord Belial. Le melodie sono bilanciate ad un pattern ritmico martellante ma distante dal fragore di certi gruppi norvegesi di quel tempo. A fare la differenza sono gli stacchi dolci: il flauto, un giro di basso solista, una melodia. E la voce di Thomas contribuisce a definire un'atmosfera spettrale.
Molte le hit. In generale la prima parte del disco funziona meglio. Ci troviamo difronte a veri capolavori del genere: Hymn of the ancient misanthropic spirit of the forest, Satan divine, Grace of god, The ancient slumber e Mysterious kingdom. In ogni brano c'è sempre un cambio sonoro che ci porta lontani dall'abituale clichè del genere. Un disco ricco di inventiva, di Culto, indispensabile per gli amanti del black metal.

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