Pill 50

Ma dentro di te, dove a fatica ti ritrovi e partecipi ben poco al volo, dove – ugualmente – non esiste un appiglio e c'è invece una pappa densa e rappresa di vecchi problemi che non hanno nulla a che vedere con il volo o con le basi di lancio, dove solo a tratti puoi girare il volante e con effetti quasi impercettibili, dove la morale viene tratta da tutta la Storia poiché in se stessa non esiste, dove tu cerchi di trovare la morale della morale e i conti non tornano
Dove chi scava la fossa a un altro ci casca dentro per primo, dove tu resti impigliato e ti dibatti, ma continui a restare impigliato e non riesci a liberarti
Poiché il nulla s'illumina per te (e a che ti serve allora saper tutto sulla velocità della luce?) poiché nulla s'illumina per te riguardo al mondo e a te stesso e a tutte le vite, le non-vite e le morti
Poiché qui non c'è altro che tormento, poiché in questo gergo canagliesco non troverai mai la parola giusta né la soluzione dei problemi del mondo
Risolverai solo l'equazione che è – essa pure – il mondo
Il mondo è anche un'equazione che si può risolvere e allora: oro è uguale a oro, sterco è uguale a sterco
Ma nulla è uguale a ciò che è dentro di te e nulla è uguale al tuo mondo interiore
Se tu potessi rinunciarvi, uscire dalla tua solita angoscia riguardo al problema del bene e del male e smettere di rimestare la pappa dei tuoi vecchi problemi, e se tu avessi il coraggio di entrare a far parte del progresso
Non solo di quel progresso che dalla lampada a gas ha portato all'elettricità, dal pallone aerostatico al razzo (miglioramento subalterno)
Se tu rinunciassi all'uomo, a quello vecchio e ne accettassi uno nuovo, allora
Allora, se il mondo tra uomo e donna non continuasse ad andare come va oggi, oscillando tra verità e menzogna, com'è oggi la verità e oggi la menzogna
Se tutto questo andasse al diavolo
Se tu rifacessi da capo quel conto che per te conta e ne tenessi conto
Se tu fossi un aviatore e facessi le tue evoluzioni senza arzigogolarci su, se tu, bollettino, ti limitassi a dar notizie senza continuamente far la storia di tutto quanto, la tua, quella di un altro e quella di un terzo ancora
Allora, se tu fossi sano e non più ferito né offeso né assetato di purezza e di vendetta
Se tu non credessi più alle favole e non avessi più paura del buio
Se tu non fossi più costretto a osare e a perdere o a vincere, ma potessi fare
Tu fai, compi i tuoi gesti in quell'ordine più vasto, pensi in quell'ordine, se tu fossi in quell'ordine, in quel conto, se tu sbocciassi in quel limpido ordine
Allora, quando non crederai più che le cose debbano andar meglio "nell'ambito di ciò che esiste", che i ricchi debbano smettere di esser ricchi e i poveri di esser poveri, che gli innocenti non debbano essere condannati e i colpevoli vadano giustiziati
Quando non vorrai più consolare né far del bene e non chiederai più consolazione né aiuto
Quando la pietà e la sofferenza saranno andate al diavolo e il diavolo al diavolo, allora!
Allora, quando il mondo sarà afferrato là dove è afferrabile, là dove si trova il segreto del suo ruotare, là dove è ancora casto, dove non è ancora stato amato né disonorato, dove i santi non hanno ancora interceduto in suo favore e i criminali non l'hanno ancora macchiato di sangue
Quando il nuovo status sarà costituito
Quando non ci saranno più epigoni
Quando finalmente verrà, finalmente
Allora
Allora balza in piedi ancora una volta e abbatti il vecchio ordine infame. Allora sii diverso, perché il mondo cambi, perché infine cambi direzione! Allora, prendilo su di te!

(Ingeborg Bachmann, Il trentesimo anno, pagg. 41-42-43, Adelphi editore)

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