Pill 49

- Nella lettera c'era scritto che io capivo benissimo quello che dite voi preti, perchè guai se non fosse così e il mondo chissà dove andrebbe. Questo io lo capivo da me. Ma siccome il mio era un caso speciale... No, no. Non state a voltare la faccia. Me l'avete promesso... Siccome il mio era proprio un caso speciale, tutto diverso dagli altri, e so che sarà sempre così, e ogni giorno che passa anche peggio (perchè questo lo so, questo io proprio lo so, la sola cosa che io so proprio bene...) Non voltate la faccia. Guardate sempre di là per piacere... Allora, senza fare dispetto a nessuno, io chiedevo... No, ma io me l'immagino già quel che voi rispondete.
- Senza fare dispetto a nessuno...
- Ecco, nella lettera c'era scritto se in qualche caso speciale, tutto diverso dagli altri, senza fare dispetto a nessuno, qualcuno potesse avere il permesso di finire un po' prima.
Mi voltai senza aver ben capito.
- Anche uccidersi... sì, - spiegò lei con una tranquillità da bambina.
E si mise a guardarsi gli zoccoli.
Tutto questo mi prese così all'improvviso che sul momento non mi venne parola. Nessuna. Ma poi no, non fu neanche così: alla bocca mi salirono parole e consigli e "per carità" e "cosa dite" e prediche e pagine intere e tutto quel che volete. Tutte cose d'altri, però: cose antiche: e per di più dette mille e una volta. Di mio non una mezza parola: e lì invece ci voleva qualcosa di nuovo e di mio, e tutto il resto era meno che niente.


(Silvio D'Arzo, Casa d'altri, pagg. 46-47, Einaudi editore)

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