Sunpocrisy - Samaroid Dioramas (2012)

We are the end of ourselves, we ignore the evidence that nothing will preserve the Earth from the collapse when you will become exactly as the ash you trample, now…

Come già indicato nelle liste di gradimento dei dischi dell’anno appena trascorso, Samaroid Dioramas è tra quelli che ho ascoltato di più. E’ ormai trascorso quasi un anno da quando l’ho acquistato e le sensazioni sono sempre molto piacevoli. Probabilmente perché il quintetto bresciano è riuscito a mescolare sapientemente alcuni dei generi che da anni sto ascoltando maggiormente, come il post-metal e il prog-metal, il tutto condito con una spruzzata di djent e di melodia. Un disco-bomba, dal sapore etereo. Molto carico, sovreccitato ma mai ampolloso. Il sound, meravigliosamente versatile, ricalca le sfaccettature dell’artwork e delle sensazioni che si provano leggendo i testi molto curati e piacevoli a leggersi.
Da sottolineare ancora una volta i suoni tanto poderosi quanto puliti che provengono dallo Studio 73 di Riccardo Pasini (At the soundawn, Neil on impression, Ephel duath, The secret e molti altri). Ogni volta che parte “la botta” nel disco è una vera esplosione dal gusto liberatorio.
Difficile individuare un brano che preferisco. Ci sono numerosi momenti emozionanti. Uno di essi è costituito da Vertex, il brano centrale, ma potrei citare anche il giro di basso dell’intermezzo di Phi o il cuore sommesso della conclusiva Dioramas.
Per gli amanti del post-qualcosa è un disco indispensabile.

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