Pill 42

G: Tutto quello che mi dovevi fare era solo... tu dovevi tirarmi fuori il soggetto, Friedrich. Sempre la stessa regola che ho cercato di spiegarti, senza un soggetto sei morto. Non puoi mettere su un film senza un soggetto, tenteresti di costruire una casa senza i muri? E' lo stesso. Non puoi costruire una casa senza i muri. Un film deve avere i suoi muri, Friedrich. Deve avere i suoi muri, lo sai...

F: Quali muri?! Lo spazio tra i personaggi può reggere il peso. Lo spazio tra le persone.

G: No, tu stai parlando di realtà. La realtà del cazzo. Quand'è che aprirai gli occhi, eh? Il Cinema non c'entra con la vita. Queste cose il pubblico non le vuole.
(cantando): "Hollywood, Hollywood. Se vuoi far fortuna il posto in cui stare è Hollywood..."

F: Ho fatto dieci film, lo sai Gordon? Per dieci volte... per quasi tutte le volte ho raccontato la stessa storia. Le prime volte era facile. Bastava passare da un'inquadratura all'altra. Ma adesso ogni mattina ho paura. Ora che so come si racconta un soggetto, e quanto tempo ci vuole, e come viene fuori un soggetto...la vita se ne va. La vita se ne va. Tutto viene compresso nelle immagini. Meccanismi. La morte, è soltanto questo nei soggetti. Tutti i soggetti raccontano la morte. Todesboten.

G: La morte, Friedrich, no non c'è nient'altro, è la più grande storia del mondo, seconda soltanto alle storie d'amore.

(da Lo stato delle cose, di Wim Wenders, 1982)

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