Il rosso segno della follia (di Mario Bava, 1970)

In questo thriller la regia di Mario Bava è una delle poche garanzie. Siamo dinanzi al classico repertorio di fuori fuoco, riflessi, manichini, humour nero e visioni spettrali. La sequenza della mano da cui gocciola sangue, ripresa dal basso, è micidiale. Paranoia, travestitismo e traumi infantili si fondono in un gioco di richiami a Psycho e Estasi di un delitto (la fornace), mentre c’è spazio anche all’autocitazione dell’episodio sui Wurdalak con protagonista Boris Karloff de I tre volti della paura. Laura Betti è la migiore all'interno di un cast internazionale. Le note dolenti sono una colonna sonora poco appropriata e una sceneggiatura piatta. Ritmo scarso e poco sangue. Peccato tra l’altro che il film sia doppiato molto male. Decisamente tra i più trascurabili del regista.

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