Alba tragica (di Marcel Carné, 1939)

La morale, il diritto e il dovere, l’autenticità e l’inganno, la responsabilità… e soprattutto l’amore tra François e Françoise: lui orfano, lei orfana, speculari e soli ma passionali e dunque vivi nella vita più che nel romanzo, perché Le jour se lève è un film sull’amore che rende vivi i protagonisti e defunto l’antagonista che mortifica il sentimento con mendacia, avvilendone il significato.
La sceneggiatura di Prevert è un ciclo continuo di invenzioni poetiche.
La contrapposizione tra i due pretendenti è palese nel controcampo nel Caffè, quando la camera distolta da un suono esterno torna sul dialogo interno e mostra la prospettiva di François.
Giochi d’ombra del giorno che si fa notte e viceversa sul volto di un François tenero e spietato che si specchia e si identifica nella propria immagine da orsacchiotto, finché la rabbia/gelosia lo acceca e lo spinge a disconoscersi nel danneggiamento dello specchio.
Mentre Françoise delira d’amore come un personaggio della letteratura russa ottocentesca, Clara solidale la sostiene perché la capisce come vittima indifesa.
Capolavoro suggestivo più che realista, intessuto sulla lotta tra luce e giorno, libertà e violenza, e in cui le dissolvenze da cui attingono i flashback appaiono come il tentativo immaginifico di sfuggire al destino incombente da parte di un uomo perfettamente consapevole che chi lo bracca non può comprendere le motivazioni che lo hanno spinto ad agire.

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