Il tempo del raccolto del grano (di Yasujiro Ozu, 1951)



Tra i contenuti di quest’opera (e in generale dell’ultimo Ozu - quanti film tutti simili! - ) e lo spettatore si frappone lo stile inconfondibile, discreto e garbato di questo straordinario poeta.
Anche questo film della maturità conserva il suo fascino grazie all’equilibrio e al lirismo.
Ozu possiede idee fervidamente conservatrici ma questo lo leggiamo sui libri, non trapela nella sua opera.
Del resto la raggiante Noriko non potrebbe mai apparire come un personaggio sprezzante o negativo; vive compressa tra una volontà altrui e una fortissima pulsione interna di indipendenza (più che legittima).
Anche in Fiori d’equinozio (che è del tutto simile) avviene la conferma di un tempo che cambia, ma è lì, vissuto negli interni, in questo scontro generazionale perenne di chi ha fino a quel momento vissuto in un’armonia che evidentemente – era ora – comincia a mutare nel significato pur restando sempre mossa dall’affetto: si può amare anche a dispetto delle tradizioni, se si riconosce una passione sincera che tesse le trame del futuro che cerchiamo. E’ ciò che gli obsoleti coniugi Mamiya sembrano finalmente accettare, per affrontare con serenità un futuro incerto. Quando tutto sembra segnato dal loro egoismo scatta qualcosa in loro che riesce a riscattarli, riescono quantomeno a comprendere che il loro astio era dettato dal fatto che Noriko non avesse scelto ciò che avrebbero voluto.
L’esistenza non è un foglio scritto, lo capirà un giorno forse anche l’insopportabile Koichi (lui sì vero, strenuo baluardo della tradizione), lo ha già capito sua moglie quando in quel semplice quanto genuino scambio di opinioni all’aria aperta ha inteso stuzzicare la propria riflessione dinanzi a quell’oceano di felicità che Noriko esprime nel passo che intende compiere.
Quante donne che si incrociano in questo lungo e pesante affresco, ma vale la pena affrontare questo film in una giornata in cui il tempo non ci corre dietro: la carrellata finale in pochi secondi simboleggia tutto il dinamismo nascosto, la freschezza e la vitalità di quel tempo che verrà e che ha le basi per premiare Noriko.
Setsuko Hara è splendida come sempre.

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