Pill 2

Abbiamo rivisto L’angelo sterminatore di Buñuel. Un capolavoro. La vetta dell’arte cinematografica nel saper cogliere e rappresentare il vuoto borghese.

Ho sempre guardato il film attraverso la lente del grottesco.
Cogliere la simbologia degli agnelli sacrificati.
Non c’è bisogno che chieda perché questo film possa commuovere.
In fondo quali film di Buñuel commuovono? Forse gli ultimi, o al massimo Nazarin.

L’uomo che realizza ciò che sta accadendo prima di spirare fa in tempo a profetizzare

“Contento...(di) non vedere lo sterminio”

Non verrà ascoltato.


Analogamente, in questo quadro di dispersione spazio-temporale, di elementi destabilizzanti del vuoto cosmico come ripetizione fine a se stessa, penso al finale de L’amico di famiglia di Chabrol.


Ispettore: “Io non capisco. Perché non ve ne siete andati via?"

Pierre: “Andati via?”

Ispettore: “Si. Perché non siete partiti per andare a vivere tutti e due da un’altra parte?”

Lucienne: “Da un’altra parte?”

Pierre: “Partiti. No, non abbiamo mai pensato d’andar via”



Dopo trent’anni, ne Il fiore del male, la Zia Line sembra suggerire la risposta a Michèle.

“Mia piccola cara, il tempo non esiste, lo capirai. C’è un unico presente perpetuo”

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