Lunatic gods - Sitting by the fire (1998)




I Lunatic gods sono un gruppo slovacco che bazzica nell’underground da ormai oltre quindici anni. Sono stati scoperti dalla nostrana Polyphemus, ecco perché forse qualcuno in Italia li ricorda ancora. Il loro esordio Inhuman and insensible (1996) è un disco molto valido, testimonianza che l’etichetta catanese aveva davvero orecchio (prima di fallire misteriosamente dopo pochissime uscite...).
Sitting by the fire è il loro secondo album e per me il migliore.
Ho sempre trovato gli album successivi eclettici ma non così ispirati come questo. L’assemblaggio di suoni differenti anche culturalmente è ancora più corposo rispetto al debutto: il death metal è più snello e vario, sono presenti molte più melodie e le strutture dei brani sono ancor più incasinate. Anzi forse il limite del primo disco è proprio che c’è fin troppa coesione.
Potremmo tranquillamente definirlo come un album epico, dopo aver saggiato l’altisonanza della maggior parte delle atmosfere in esso presenti.
Un adattamento spesso bizzarro della voce pulita alla metrica musicale rende questo Sitting by the fire sperimentale e stravagante. Tecnicamente il gruppo è di qualità, soprattutto tastierista e chitarrista. Da notare come si alternino ben due cantanti, uno si occupa dei grunts e l’altro delle clean.
Non saprei proprio a chi accostare un gruppo come questo, nemmeno all’interno del panorama cecoslovacco. La formula è originalissima.
Guai a farli passare come un calderone gotico di influenze varie: il disco, ricchissimo di sfaccettature, è una vera chicca soprattutto per gli amanti del death metal tecnico e sperimentale.
Dopo la scomparsa della Polyphemus i Lunatic gods hanno firmato per la Metal Age. Il disco, al pari del debutto, è stato ristampato dalla loro attuale etichetta, la Hrom (la copia in mio possesso – gli originali sono delle rarità). Operazione pregevole per la diffusione di musica di alto livello, ma la foto nella copertina originale (che per carità, è orrenda) è rimpicciolita.
Presenti anche due bonus tracks su questa ristampa: sono due brani non inseriti nella versione definitiva di The wilderness (2002).

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