Partita di piacere (di Claude Chabrol, 1975)


Due persone che si sono appena lasciate cercano di confermare la propria scelta recitando in un film che tenta di esplorare il concetto della libertà nel rapporto di coppia.
Un esperimento cinematografico perverso dietro questo film nel film: Paul Gegauff, storico sceneggiatore di buona parte dei film di Chabrol, si cala nelle vesti di interprete principale e trascina nel progetto anche la sua fresca ex-moglie Danielle per interpretare il ruolo di sua moglie sul set.
Il tema come sappiamo è caro a Chabrol: la coppia borghese che ha un concetto di libertà necessariamente vincolato al ruolo che si intende assumere agli occhi degli altri da una parte, alle proprie pulsioni dall’altro. Tema cardine di gran parte dei film degli anni ’70 del regista, un periodo francamente discontinuo nei risultati, come se l’alchimia tra tutti gli elementi stilistici e psicologici non fosse finalizzata con lo stesso fervore analitico che ha contraddistinto le opere migliori. Tra tutti i film di Chabrol questo bizzarro, fiacco esperimento metacinematografico appare simile a L’inferno (1993) nella stesura, senza avvicinarne la grandezza.
Philippe (Paul Gegauff) nelle intenzioni potrebbe essere un valido alter-ego dell’Helmut di Martha (di Fassbinder) o proprio del Paul dell’appena citato L’inferno (un capolavoro).
L’attitudine sadica esplode in alcuni momenti di genuina inquietudine (almeno due scene costituiscono due picchi di brutale agonia), ma nell’esclation di follia vengono messi eccessivamente in secondo piano i dettagli psicologici che nelle pretese (elevate) avrebbero dovuto essere maggiormente tratteggiati.
Il ritratto della coppia borghese non affonda i colpi a dovere e si assiste a scene francamente noiose tra comprimari di scarso interesse. Gegauff prevarica la scena esageratamente e oscura un benchè minimo scavo psicologico della moglie e del quadro famigliare. Epilogo scontato e privo di consistenza.
Evidentemente, considerando il finale su celluloide, il film rappresenta una degenerazione del rapporto reale della coppia protagonista. Tuttavia, alla luce della scomparsa tragica di Paul Gegauff (accoltellato a morte dalla sua seconda moglie, alcuni anni dopo), nascondeva un macabro presentimento di un epilogo tutt’altro che di finzione.
La distribuzione italiana lo ha penalizzato e il film è anche (poco) noto con il titolo Una gita di piacere (?!).

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