L'assassino abita al 21 (di Henri-Georges Clouzot, 1942)


Finalmente in dvd questo primo, imperdibile lungometraggio di Clouzot.
Un giallo appassionante condito da attori di prim’ordine, uno spiccatissimo sense of humour, un’abilità non comune di mescolare le carte in tavola e di confondere le idee allo spettatore riguardo l’identità dell’assassino, l’audacia con cui vengono tratteggiate le meschinità e l’ambiguità umana.
Pierre Fresnay è il protagonista: attore formidabile, in questo film anticipa a grandi linee il personaggio che interpreterà nel secondo e indimenticabile film del regista francese, nonché il migliore, Il corvo (1943).
Suzy Delair è una delle grandi attrici del cinema di Clouzot, anche lei anticipa un’altra e più celebre interpretazione, ossia quella per Legittima difesa (1947).
Il contorno del film è rappresentato dalla catena di omicidi contrassegnati dal singolare biglietto da visita dell’assassino, che si spaccia sotto uno pseudonimo. Il movente non ha una grande importanza, si rivela essere figlio di un nichilismo squilibrato ma non proprio delineato, dietro cui qualcuno vede una critica al nazismo. Non so se l’intento di Clouzot fosse in profondità esattamente questo, quel che è certo è che le dinamiche che si sviluppano e che emergono in questo film risentono fortemente di un sistema sociale molto confuso, in cui in qualche modo tutti i personaggi hanno modo di dichiarare una complice quanto – in fondo in fondo – agghiacciante fascinazione verso le gesta dell’assassino.
Del resto pensare ad un film francese girato in piena occupazione nazista, lascia più di qualche dubbio sulle sue reali intenzioni dietro un semplice giallo.
Al di là di questi aspetti indiscutibilmente di grande attrattiva che restano tuttavia nel campo delle allusioni, il film si dipana su uno script stupefacente per la qualità dei dialoghi serratissimi: i botta e risposta tipici dei film di Clouzot denotano un Cinema assolutamente innovativo e ancora freschissimo. Non è un caso che un grande regista contemporaneo come Quentin Tarantino, altro maniaco dei dialoghi, citi questa pellicola mostrandone la locandina nel cinema gestito da Shosanna nel suo ultimo Bastardi senza gloria.
La suspense è costruita con caparbia, e raggiunge il suo apice poco prima del finale mediante un artificio narrativo ad effetto tipico del regista e che ha fatto scuola.
Da menzionare poi le soggettive dell’assassino in alcune delle prime scene del film.

2 commenti:

Christian ha detto...

Sono d'accordo. In attesa dei capolavori successivi, il primo film di Clouzot è già gradevolissimo (anche se un po' leggerino), con personaggi ottimamente caratterizzati. Un grande esordio!

Mauro ha detto...

Grazie per essere passato e per essere intervenuto Christian, noto con piacere che abbiamo molti gusti simili. Alla prossima!