Entombed - Wolverine blues (1993)




Considerato (a torto) da molti il primo album di death ‘n’ roll, Wolverine Blues è un grande classico degli anni ’90 e si contraddistingue non solo come spartiacque nella carriera del gruppo svedese, ma anche come il loro lavoro più riuscito.
Un cambiamento era stato già anticipato nel precedente MCD Hollowman (che segnava anche il ritorno di L-G Petrov alla voce).
Wolverine Blues ha una produzione migliore rispetto al passato ed è molto più lento, pur sempre equilibrato tra la nuova ricerca sonora più vicina a lidi rock e addirittura blues (il titolo non è casuale) ma ancora in parte ancorato al passato di pionieri dello swedish-death metal. Gli echi del passato si fanno sentire soprattutto nel brano di apertura Eyemaster, in alcuni frangenti travolgente. Già dal brano successivo aumenta l’impressione di assistere ad un disco groove, in cui i due chitarristi principali Alex Hellid (all’epoca ancora treccioluto) e Uffe Cederlund firmano giri di chitarra memorabili e assoli splendidi. La voce di Petrov pur restando il growl cavernicolo di sempre, è tanto disumana quanto versatile e per certi versi teatrale.
Bellissimo per l’intera sua durata, Wolverine Blues ha influenzato moltissimi gruppi ed è giustamente ancora oggi ricordato. E’ invecchiato bene per la freschezza della sua proposta e per l’eclettismo dei musicisti che l’hanno composto. E’ un disco open-minded!
Il videoclip estratto per la title-track è indimenticabile, lo guardo ininterrottamente da circa quindici anni.

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