À l'intérieur (di Alexandre Bustillo, Julien Maury, 2007)


Continua a mietere vittime questo filone franco-belga di filmacci horror crudi e dalle sceneggiature improbabili.
Alexandre Bustillo e Julien Maury firmano e dirigono un’opera che precede Martyrs, e che genera le stesse impressioni ambivalenti. Come nel film belga (cfr. http://solouninsiemedibugie.blogspot.com/search/label/Pascal%20Laugier) ritengo che la prima parte sia degna d’attenzione e rispetto. Mi sono letteralmente cagato addosso.
Il meccanismo della tensione è diabolico, la regia attenta e competente. Ci sono ad esempio dei giochi di luce/ombra magnifici, che rendono l’intruso un personaggio inquietante.
Purtroppo l’idea iniziale non può reggere per tutto il film e si va avanti degenerando, come spesso accade, in un tripudio di sangue senza senso. Allucinante la zombizzazione di un poliziotto, e una donna incinta capace di una resistenza sovrumana, fino a trasformarsi in una sorta di Rambo III con una lancia fatta in casa.
Perché tutta questa furia assassina? Il film lo rivela alla fine, con un flashback assolutamente non convincente.
Sembra che il trend sia concepire una serie delirante di omicidi per poi confezionarci su misura una storia.
Ora non voglio certo riflettere necessariamente su tematiche di natura filosofica davanti ad un film horror, ma almeno scrivere una trama più che elementare credo sia lecito.
Il finale poetico è imbarazzante.
Come per Martyrs (2008), nonostante tutto, invito alla visione dei primi 40 minuti perché è cinema d’altissima tensione e di ottima fattura.

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