Un bacio appassionato (di Ken Loach, 2004)


Il rapporto di coppia è stato analizzato da Loach in diversi film, spessissimo con perizia notevole. Attraverso un'osservazione in vivo, tra le mura domestiche, in film come Ladybird Ladybird, Riff Raff o My name is Joe egli ha rappresentato l'impatto di fattori socio-culturali sull'andamento del legame affettivo con un vigore ed una lucidità tali da creare un pathos autentico, talvolta persino straziante ('Ladybird Ladybird' è uno dei rari casi in cui un film sia riuscito a farmi piangere copiosamente).
Era una premessa necessaria per addentrarsi in quello che non è questo Un bacio appassionato (il titolo fa rabbrividire), quarto film del regista ad essere ambientato a Glasgow.
Il leitmotiv è la storia d'amore tra un ragazzo musulmano di origine pakistana e una ragazza cattolica di origini irlandesi.
Ciò che preme a Loach è individuare dove si annidano pregiudizio, discriminazione e stigma in un contesto multirazziale. Ci riesce ma non con il fervore che ci si attenderebbe.
La storia d'amore ruba la scena, e da sub-plot in questo film come detto viene elevato a motore della vicenda; una scelta valida nei propositi, ma il più delle volte deludente sul piano dei risultati.
I dialoghi sono piuttosto banali, alcuni risvolti della trama assurdamente convenzionali (la scena in cui lui le confida che sta per sposarsi è patetica), senza dimenticare scene di sesso inutili che stonano col Cinema del regista. Il finale è irritante.
Un altro aspetto deficitario consiste nella recitazione scadente di gran parte del cast.
Insomma se The navigators aveva indicato che Loach aveva perso parte della sua disperata aderenza alla realtà, qui si scende ancora più in basso verso un cinema di maniera e demagogico.
In questo marasma qualcosa si salva: la scena in cui c'è il dialogo (dialogo...quasi un monologo!) tra il parroco e Roisin è superlativa, una mosca bianca che testimonia quel che è realmente nelle corde di un regista come Ken Loach.

Nessun commento: