Edge of sanity - Crimson (1996)



Come ho già scritto qui, Dan Swanö non ha apprezzato il cambiamento stilistico dei Katatonia su 'Brave murder day'. Eppure nello stesso anno con la sua band principale ha operato uno stravolgimento epocale.

Se 'Purgatory afterglow' si era limitato a rompere gli schemi con lo swedish-death, 'Crimson' sfonda ogni cifra stilistica addirittura con il death-metal. La forma-canzone viene brutalmente manipolata e annientata. Al suo posto c'è una concatenazione di riff che costituiscono un solo brano di 40 minuti.

40 minuti?? Nel death-metal chi aveva mai osato concepire un brano così lungo? La risposta è scontata: gli Edge of Sanity sono quindi il primo gruppo prog-rock ad essersi travestito da gruppo death-metal, anzichè il contrario. Un rovesciamento totale, a cui solo i Pan.thy.monium dello stesso Swanö si erano avvicinati in 'Dawn of dreams' (1992), e in parte gli Opeth dell'amico Mikael Åkerfeldt.
Sempre nel commento relativo al capolavoro dei Katatonia ho sottolineato come Åkerfeldt nell'anno d'oro 1996 abbia stabilito il record leggendario di cantare su 'Morningrise' (del suo gruppo, gli Opeth), 'Brave murder day', appunto, e 'Crimson' degli Edge of Sanity. In quest'ultimo infatti presta la voce per la strofa più efferata ('A sacrifice, a life arises...') oltre a realizzare un assolo successivamente.

Leggere il testo di 'Crimson' è come leggere un romanzo breve, fantasy, sicuramente interessante ma non il motivo di maggior importanza di tutto il progetto.
Circa la parte musicale, è difficile da descrivere soprattutto a causa della sua complessità, essendo un dipanarsi continuo di riff a catena.
I giri di chitarra si ripetono al massimo per due volte nel corso dei 40 minuti, fatta eccezione per due di essi, che si ripetono per tre volte: il riff iniziale (che accompagna 'Another sky is young...'), divenuto il simbolo di questo disco, e quello di 'Hail the king...', che personalmente adoro e cito ogni volta come uno dei più emozionanti.

Straordinario il lavoro di Dread sia come lead-guitar, molto più accentuata che in passato, che come varietà compositiva. Perchè 'Crimson' è un quadro di immagini in continuo movimento, i momenti musicali si adattano ai cambiamenti della storia narrata come nella musica lirica. Si passa così da strofe che sfiorano addirittura il black-metal ad altre che invece lambiscono il doom, come i pan.thy.monium (e proprio 'Khaooohs & Kon-Fus-Ion' dello stesso anno ricorda spesso moltissimo 'Crimson'). In mezzo c'è una quantità industriale di riff di derivazione rock, rivestiti sempre però dalla pesantezza del metal, che si potrebbero accostare al death-metal, ma che non suonano come in un disco death-metal.

Gli Edge of Sanity sono sempre più melodici, ma distanti da quella concezione che di melodia hanno i gruppi di Goteborg. Questo essere perennemente il contrario di tutto fa di 'Crimson' esattamente il contrario di ciò che paradossalmente è 'Infernal' dell'anno seguente, in cui la schizofrenia musicale del connubio Dread-Dan Swanö perde totalmente il suo valore creativo e comunicativo in favore di composizioni che non si capisce mai dove vogliano arrivare, di brani che seguono stilemi completamente differenti senza dare quell'impressione di straordinaria compattezza che dà costantemente 'Crimson'.

E' proprio la sensazione di assistere ad un unico blocco, di avere in mano una lanterna magica, che rende 'Crimson' un disco effervescente ed indimenticabile, talmente vibrante da non risultare mai noioso sebbene non ci siano pause nell'incedere della sua magnificenza.

E' come leggere una storia mozzafiato, cosa che obiettivamente quella della principessa che affonda i suoi uomini nel laghetto rosso-cremisi non è, ed emozionarsi perchè quelle parole assumono un valore diverso proprio mediante il valore di quella potenza musicale che la sorregge. E' emblematico in tal senso il passaggio in cui lo spirito del Re defunto appare ai suoi uomini per rivelare il segreto per sconfiggere la principessa. Scritto così sembra una cazzata immane, ma gli Edge of Sanity (e Swanö in particolar modo) riescono a tradurre questo momento attraverso un uso evocativo delle voci.

Dan Swanö, che altro aggiungere su questo sperimentatore autentico, che qui rivela ulteriormente le sue doti vocali impressionanti, anche nell'uso delle clean vocals ('The whole world is mourning...' o 'Oh, does she hold the power...').

'Crimson' è uno dei momenti più alti della musica metal, proprio perchè riesce a sfuggire ad ogni concezione precedentemente operata grazie ad una maturità compositiva e ad una discreta padronanza della cifra tecnica (soprattutto di Andreas Axelsson aka Dread), alla consapevolezza di poter mescolare generi anche molto distanti tra di loro in una forma diabolicamente valida ed innovativa. E' uno degli album da conservare sullo scaffale e tirar fuori per coglierne ancora, 14 anni dopo, tutta la sua freschezza - in quanto, sinceramente, di esperimenti di questa portata successivamente se ne sono visti realmente pochi sia negli intenti che (soprattutto) nei risultati.

Download

Nessun commento: