Riff Raff (di Ken Loach, 1991)


Film di denuncia del Loach dei suoi anni migliori. In questo caso siamo alla fine del terzo mandato della Tatcher, e il dito è puntato con veemenza contro le condizioni disumane di lavoro in un cantiere edile. Si tratta di una commedia dai risvolti drammatici. Gli artifici più divertenti ma al tempo stesso agghiaccianti, utilizzati come veri e propri leitmotiv per l'intero film, sono i nomi falsi utilizzati dagli operai (un esercito di senzanome, la 'gentaglia' a cui allude il titolo appunto, per chi detiene il potere) e la raccomandazione a utilizzare il caschetto di protezione (l'emblema dell'apparenza delle condizioni di sicurezza). Robert Carlyle è eccellente in uno dei suoi primissimi ruoli da protagonista. Non manca la consueta storia d'amore ostacolata dal massiccio problema del lavoro, dello status sociale, della carenza nell'autorealizzazione che mina di conseguenza anche la stabilità relazionale. E' un film che trasmette un gran senso di solidarietà, scritto benissimo, con una serie di situazioni esilaranti (l'operaio nel bagno della casa in affitto; lo spargimento delle ceneri della madre del protagonista) e altre molto dure.

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