Red tide - Themes of the cosmic consciousness (1997)



Il primo album dei Red Tide, autoprodotto. Si evince immediatamente che le capacità tecniche dei quattro musicisti è notevole. Il genere proposto è un mix insolito tra Cynic e Candiria. Questi ultimi sono meno conosciuti ma a mio avviso sono un gruppo formidabile che mescola metal, jazz, hardcore e hip-pop. I Red Tide attingono principalmente da questa band di Brooklyn nelle strofe (l'andamento dei riff, spesso stoppati) e nel modo di cantare (non tanto nel timbro). Molti riff di stampo techno-death invece si rifanno ai Death di 'Human' (ma va?) oltre che a 'Focus' dei Cynic, e la distorsione delle chitarre ricalca molto quella utilizzata in questi due album di riferimento. Ci sono molti stacchi strumentali, in cui soprattutto i chitarristi si lasciano andare a piccoli virtuosismi spesso molto avvincenti. La mia preferita è 'Numbed Emotions', ma ogni traccia ha qualcosa da dire, sebbene il limite consista nel fatto che viene quasi sempre ripetuta una sequenza standard, in cui le parti fusion sono un po' troppo isolate rispetto al resto (un po' il problema di 'Pilgrimage' dei Vuvr, nonostante quel disco risulti molto meno death-metal rispetto a questo). Non so se successivamente in 'Type II' (2001) i Red Tide siano riusciti ad amalgamare meglio questi elementi, sta di fatto che dopo la realizzazione del secondo album si sono sciolti e sono spariti tutti eccetto il batterista Justin Foley che ha avuto molto successo nei Killswitch Engage.
Nei credits del disco vengono riportate le influenze, e oltre a Candiria e Cynic i due chitarristi Jeff Wu e Ian Kauffman citano una gran quantità di chitarristi eclettici e virtuosi, da Allan Holdsworth (maggior riferimento, a sua volta, di Jason Gobel e Paul Masvidal) a Al Di Meola.

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