Paradise Lost - Say just words (Single blue version, 1997)



Singolo apripista di 'One second' (1997). Il cordone ombelicale col passato è reciso nettamente, il gruppo s'è evidentemente già spinto su lidi nè metal nè tantomeno riconducibili al trademark che li ha resi celebri e innovativi. Ma questo dischetto ha un suo perchè, e merita di essere cercato. Alludo all'edizione limitata con copertina dai toni blu scuro, in cui sono presenti due brani diversi: nell'edizione standard del singolo alle due versioni di 'Say just words' sono affiancati 'Soul courageus' (presente su 'one second') e 'Cruel one': due pezzi orrendi. Del disco successivo salvo solo 'lydia', 'mercy' e 'say just words' appunto, che pur manifestando una trasformazione irreversibile rispetto a pochissimi anni prima (senza andare troppo a ritroso, basterebbe il paragone - imbarazzante - con il capolavoro 'Draconian times') è un brano che ho trovato sempre di mio gusto. La versione dell'album, leggermente più lunga, è la traccia n° 4, mentre quella privata del finale apre questo mini. La vera attrattiva tuttavia sono i due brani differenti contenuti in questa edizione alternativa. 'How soon it now?' è una splendida cover dei The Smiths, fedele all'originale se non fosse che accentua notevolmente lo splendido giro di basso, che diventa il vero perno del brano. Intuizione splendida.
L'altra cover è ancor più interessante! 'Albino flogged in black' è uno dei brani cardine di 'Necrospirituals' (1989) degli Stillborn. Anche in questo caso la cover non stravolge l'originale, conservandone l'atmosfera decadente. Un brano superlativo, che testimonia l'influenza che il gruppo svedese ha avuto sui Paradise Lost dei primi dischi.

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