Passion (di Jean-Luc Godard, 1982)


Un film di Godard in piena regola, o meglio senza regole, come il Cinema dovrebbe essere (come esclama un personaggio del film). Un nuovo esperimento di metacinema con protagonisti di prim'ordine, come Michel Piccoli e addirittura Hanna Schygulla e Isabelle Huppert (chi mi conosce capisce il perchè di tanto entusiasmo). Messo da parte il Vietnam resta il tema della lotta di classe, seppur mimetizzato, o meglio meno ampio. Non c'è un vero e proprio tema, o una vera e propria storia: s'incrociano la realizzazione difficoltosa di un film, gli scioperi in una fabbrica e il rapporto di coppia burrascoso tra il padrone della fabbrica e la proprietaria dell'albergo in cui sosta la troupe del film. Due piani dunque: il primo nella realtà è costituito da questa strana giostra di personaggi, dalle loro idiosincrasie e avvicinamenti. L'altro piano è alternato tra il set e la vita al di fuori del set. Nel primo gravita tutto attorno ad un regista polacco in crisi, ossessionato dalla luce giusta che non riesce a trovare durante le riprese. "Anche nello studio più caro del mondo?!" qualcuno gli fa notare, ma lui è imperterrito nella sua insoddisfazione che lo porta a decidere di disfare continuamente le sequenze e a mostrare insofferenza per la vita del set. Di contro, nella vita al di fuori c'è un padrone (Michel Piccoli) antipatico, che tratta da padrone le operaie in sciopero per le misere condizioni lavorative, e non solo, anche la moglie e uno strano personaggio (probabilmente un ex-operaio) che gli darà la caccia per tutto il film: un vero leitmotiv esilarante che sfocia in una delle scene più divertenti del cinema di Godard. Per il resto in questo carnevale grottesco di risate amare o acide se ne fanno molte, sulla stregua delle colluttazioni di 'Week-end'. Elenco di citazioni che disperdono tutto, uso discordante delle immagini e del sonoro (tipo dialoghi in cui il labiale è totalmente diverso da ciò che sentiamo pronunciare effettivamente); particolare uso di musica classica (già utilizzato in passato) che troverà la sua sperimentazione maggiore nel successivo e più acclamato 'prenom carmen'. Eh sì perchè questo 'Passion' a discapito dei mezzi messi in gioco ha raccolto molto poco. Non riuscite a trovare il bandolo della matassa di tutta questa descrizione? Poco importa, mi appello alla disomogeneità dei tanti elementi che nutrono il film, al fatto che non ci sia un bandolo della matassa. Eppure qualcosa come (quasi) sempre accade per i film di Godard resta: può essere una scena particolarmente originale, un concetto, un gioco di parole, un'immagine. A me Godard piace molto per cui sono forse di parte, ma chi ama questo tipo di Cinema assolutamente non convenzionale converrà che anche questo film vale ampiamente una visione.

Nessun commento: