L'uomo nell'ombra (di Roman Polanski, 2009)


Dopo le tanto discusse vicende personali Polanski torna a far parlar di sè finalmente con un film. Il thriller in questione è sorprendentemente accattivante e scorrevole, ricco di suspance. I pregi sono molti: una storia solida di spionaggio alla base, in cui c'è una certa logica che è possibile cogliere a posteriori dopo i diversi colpi di scena; una tensione a tratti palpabile; un cast non notevole ma degno di nota, in cui spiccano i due caratteristi Ewan McGregor e Pierce Brosnan. Il primo finalmente si sta ritagliando diversi ruoli da protagonista ed è un attore attualmente molto in voga. Il secondo ha dichiarato di essere contento di aver svestito i panni di un ruolo che si sentiva addosso da due decenni: la sua interpretazione è sopra le righe, e rimarca il valore dell'attore irlandese.
Il difetto maggiore è la mancanza di originalità. Il riferimento principale resta sempre Hitchcock, ed è possibile effettuare diversi raffronti con film ormai lontani nella filmografia del regista ('L'inquilino del terzo piano', 'Frantic'). Brilla tuttavia per una certa introspezione e una parte finale ricca di tensione ben congegnata, in cui per il protagonista diviene arduo capire di chi fidarsi, e a noi con lui.
Due sequenze che lasciano il segno: il passamano finale del bigliettino e l'epilogo.

Nessun commento: