L'agenda nascosta (di Ken Loach, 1990)


Ken Loach inaugura i suoi gloriosi anni '90 (forse non in termini di popolarità, ma sicuramente a livello artistico è il decennio in cui ha realizzato i suoi film migliori) con questo film di inchiesta che ha come sfondo gli attentati dei separatisti dell'IRA. O meglio, ad andare a sviscerare per bene il film, l'analisi è piuttosto severa contro il governo britannico che cerca di ammutolire (come la splendida locandina indica) inchieste che possano minare la stabilità di un sistema. L'audacia di battersi per la difesa di diritti civili, inasprita dalla morte del compagno che indagava proprio su questioni poco chiare (e per questo ucciso) spinge Ingrid (Frances McDormand, attrice feticcio dei Coen nonchè moglie di Joel) ad entrare in un meccanismo più grande di lei, contro cui l'unico a fiancheggiarla (seppur forse fino ad un certo punto, come testimonia un finale sospeso) è l'intrepido agente inglese Kerrigan, che ha in mano il caso. Le sequenze migliori del film sono i dialoghi tra lo stesso Kerrigan ed il suo superiore, l'emblema dell'impossibilità di scalfire una mentalità prevenuta e criminale. Il problema è quando questa mentalità fa parte di chi teoricamente dovrebbe combatterla. Il film è coraggioso e ha vaghi riferimenti realmente accaduti. E' anche molto teso e vibrante, giacchè è difficile capire per Ingrid di chi fidarsi (e a noi con lei), nel pieno rispetto di un film di spionaggio poco di maniera, anzi di grandi contenuti realistici e interrogativi.

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