Racconto di primavera (di Eric Rohmer, 1990)


Toh! una vecchia scatola che cade. Casualmente. La chiave di un mistero o una forzata giustificazione di come gli eventi debbano andare? Il cinema di Rohmer esclude questa seconda possibilità proprio perchè si nutre di quell'assurdo che con il solo strumento della logica sarebbe inconcepibile.
Anche in 'racconto di primavera' non accade nulla. Solo congetture fino alla risoluzione finale. I personaggi-pedine non si muovono, ma escogitano.
Natasha vorrebbe spingere Jeanne tra le braccia del padre ma l'insegnante di filosofia non si lancia perchè pensa che quell'insieme di coincidenze che l'hanno portata a rimanere da sola con lui siano frutto di un piano ben preciso meditato da Natasha. Poi tutti i tasselli tornano al loro posto. L'irrazionalità vince su tutto. Resta un film molto parlato e pensato, privo di eventi. Questo è Rohmer.

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