Racconto d'inverno (di Eric Rohmer, 1991)


In un primo momento riflettevo sulla possibilità che la protagonista operasse una mera proiezione della storia d'amore con Charles sui due amanti successivi: nulla di più sbagliato. Felicie coglie il suo "raggio verde" durante la rappresentazione della tragicommedia di Shakespeare, e solo allora ho messo a fuoco questa donna ignorante per sua stessa ammissione, maldestra e apparentemente non in grado di voltare le spalle ad una storia interrotta da un destino beffardo.
Ciò che potrebbe sembrare un excursus narrativo fuori luogo è la chiave di volta di cui Rohmer si serve per creare un parallelismo tra Ermione e la sua protagonista. Loic è un intellettuale ma Felicie prova la vibrazione dell'identificazione che il suo amante non è in grado di vivere sulla propria pelle. Il tempo è quel tappeto su cui si stende un destino che può essere tanto crudele quanto riconciliatore. For the sake of what? Domanderebbe a questo punto qualcuno, ma la risposta in questo caso non conta, è il meccanismo che lo sottende ad essere sviscerato e a costituire la ragione del film.
Il taglio è quello di Rohmer, assolutamente inconfondibile, basato su uno stile elegante, ricco di riflessioni e citazioni filosofiche (la lunga sequenza in auto, una perla) e al tempo stesso di una narrazione che presa singolarmente sarebbe lecito definire stucchevole e insignificante. La magia dei film di Rohmer è che ad un immobilismo di azioni corrisponde un movimento invisibile di pensieri e deduzioni.
L'epilogo è banale o addirittura ridicolo, o alla base delle considerazioni che lo anticipano una conseguenza più che logica, assurdamente logica, di un quadro che non è realtà ma l'imprevedibile che anima questa realtà? Peccato che tale imprevedibilità abbia sempre un esito positivo, potrebbe obiettare qualcuno (me in primis, giacchè generalmente spingo per degli epiloghi a-la Fassbinder qualsiasi film), ma un processo di trasformazione è avvenuto, e se a Rohmer interessa convogliare tutto in un epilogo positivo, in fondo che importanza ha?

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