Alastis - The other side (1997)



Il terzo disco degli Alastis segna anche l'inizio del sodalizio con una major, nella fattispecie la tedesca Century Media. Il tentativo di ammodernare il sound consiste nell'inserimento ormai basilare di guitar synth e un tappeto di tastiere nell'esecuzione dei brani, in modo da ottenere un suono più "atmosferico". 'Passage' dei Samael aveva segnato pochi mesi prima un nuovo percorso musicale, ricco di synth e campionamenti. Gli Alastis pur utilizzando in minima parte l'elettronica si ispirano notevolmente ai concittadini e ben più noti compagni di etichetta discografica. Quasi del tutto privo di partiture in doppio pedale, 'The other side' è un disco elegante, che rasenta il gothic pur incorporando come di consueto altri elementi doom, groove e persino thrash. Con questo disco gli Alastis preservano le tinte fosche con cui avevano dipinto la propria proposta in passato, nonostante un cambio di alchimie in fase di composizione: ecco perchè questo terzo capitolo è un degno successore dei primi due dischi, che erano già molto differenti tra di loro. Le chitarre sono pesanti e sempre ben presenti, con l'inserimento di un secondo chitarrista, tale Nick, che si occupa delle parti soliste che sebbene non accentuate fanno capolino di tanto in tanto per sfumare una sezione ritmica comunque maggiormente affinata che in passato. Si segnala anche un utilizzo prominente del basso (purtroppo l'ultimo disco con Didier Rotten) rispetto a '...And Death smiled'. War D. a parte qualche spoken vocals non offre sperimentazioni vocali. La lentezza e i minor cambi di tempo stabilizzano il disco forse eccessivamente in composizioni sì ben definite ma non sempre accattivanti. In definitiva, a parte segnalare un artwork e dei testi trascurabili, bisogna dire che musicalmente l'album pur non essendo notevole merita rispetto, può far gola a chi è in cerca di un gothic-metal lento e atmosferico (anche se questa definizione non è calzante per questa band insolita) ma non è certo per chi cerca varietà in questo gran calderone...

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