Deathspell Omega - Chaining the Katechon (EP 2008)




"The act of a free man
Connected to the balance of the world
Projects itself into the infinite
But the fracture
Its ontological ballast
The dispersion and the overcoming
Bring a harvest of increasing conflict
A descending spiral of splinters
Lacerating the meridians."


Di questi tempi un anno fa usciva l'ennesima, estatica traccia di venti minuti dei francesi Deathspell Omega. Ho sempre pensato che questa band oscura esprimesse nel migliore dei modi il suo talento sulla lunga distanza, fin da quel capolavoro chiamato 'Kenose'. 'Chaining the Katechon', ennesimo split (questa volta con i bravissimi conterranei S.V.E.S.T.) chiude o alimenta (staremo a vedere le prossime uscite) il percorso straordinario inaugurato con 'Mass grave Aesthetics' e proseguito con 'Diabolus absconditus' (che fanno da contorno a 'Kenose').
Con la competenza che li contraddistingue sia sul piano tecnico che compositivo, i DO creano una nuova suite entusiasmante, ricca di riff spettacolari e di atmosfere suggestive.
Basterebbe il drum 'n' bass (6:44) a polverizzare tutto. E' una delle poche sezioni che si ripetono, e che tornano a far da preludio alla parte finale in un tripudio di trombe.
Si parte in quinta con una strofa velocissima, si conclude con un rallentamento degno dell'inquietante 'III' ma con un Aspa diviso tra litania (in pulito??!) e un brutale 'Ho-sanna' che si ripete per tre volte. Sin dalla seconda strofa le chitarre compongono riff dissonanti straordinari. 'Fas' e i precedenti capolavori sono rievocati in un turbine di sensazioni, tra tecnicismi, riff morbidangeleni e claustrofobici rallentamenti a-la Blut Aus Nord. I DO sono l'evoluzione di tutto ciò, con delle chitarre incredibilmente ispirate, un cantato malsano e un batterista eccellente. Tra le linee si aggiunge la solita prestazione jazzata di un bassista che a mio avviso potrebbe sempre fare meglio, perchè ha capacità non comuni nel genere. I DO non ascoltano solo black metal, anzi non sono più una realtà black metal tout-court da almeno 4 anni. Si sentono liberi di inventare stravaganze sonore nel modo che più gradiscono, senza alcun limite. Sono lontani dal fetore di tematiche sataniche da 'Kenose' e continuano a sviluppare testi incredibilmente corposi di riflessioni e citazioni.
Quattro anni dopo 'Si monumentum...', dieci dalle chitarrine ritmiche di 'Legends of evil and eternal death'. Un processo musicale che prende nuove forme tendendo costantemente verso lo sconosciuto, la sperimentazione, l'imprevedibile e l'inetichettabile.

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