Alastis - ...and Death smiled (1995)



'...And death smiled', "il disco verde", il secondo degli svizzeri Alastis, uscito per la Adipocere nel 1995.
Chitarroni ritmici molto groove con un appoggio di tastiera ad amplificare un'atmosfera crepuscolare, spesso realmente incisiva ('Let me die'). Uso del doppio pedale senza mai pestare, voce roca (stile Steff dei cugini Sadness): in sintesi ecco gli elementi del primo (e più importante) distacco degli Alastis dal black/doom di 'The just law' (l'esordio, che per me resta tuttavia il miglior disco, oscuro ed evocativo).
Per fan di Samael e Celtic Frost gli Alastis possono essere una vera chicca o una brutta copia dei loro miti, questione di punti di vista. Lo stile seppur a-la 'ceremony of the opposites' testimonia un cambiamento interessante e molto catchy. 'Passage' dei Samael l'anno successivo avrebbe impiantato solidamente le basi per un nuovo approccio al quale gli Alastis si sarebbero un pò troppo conformati, con risultati non sempre soddisfacenti o addirittura mediocri. Ricordo un'intervista in cui War D. riguardo ai testi sottolineava che la propria intenzione fosse di spronare chi leggesse a compiere un processo di ricerca volto al recupero di libertà sopraffatte dalla religione; 'From the U.W.' è il preambolo che si rivolge direttamente all'ascoltatore:

"You can be master and worship yourself,
Fight at our side for the return of lost liberties"

Al di là di queste stronzate, il disco musicalmente è accattivante e seppur di breve durata costituisce un ascolto consigliato. Hit: 'Through your torpor', 'let me die', 'Your god'.

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